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Ridurre la mappa dei campanili: nella Bassa è un tema ricorrente dell’agenda politica

La fusione è un tema ricorrente nell’agenda politica della Bassa padovana. Domenica scorsa Michele Sigolotto è stato eletto primo sindaco della storia di Borgo Veneto, amministrazione municipale nata...

La fusione è un tema ricorrente nell’agenda politica della Bassa padovana. Domenica scorsa Michele Sigolotto è stato eletto primo sindaco della storia di Borgo Veneto, amministrazione municipale nata lo scorso febbraio proprio dalla fusione di Saletto, Megliadino San Fidenzio e Santa Margherita d’Adige. Solo all’ultimo, da questo progetto di fusione che doveva far nascere il Comune di Quattroville, si è sfilato Megliadino San Vitale. A dicembre 2015 il progetto di fusione era partito sotto i ...

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La fusione è un tema ricorrente nell’agenda politica della Bassa padovana. Domenica scorsa Michele Sigolotto è stato eletto primo sindaco della storia di Borgo Veneto, amministrazione municipale nata lo scorso febbraio proprio dalla fusione di Saletto, Megliadino San Fidenzio e Santa Margherita d’Adige. Solo all’ultimo, da questo progetto di fusione che doveva far nascere il Comune di Quattroville, si è sfilato Megliadino San Vitale. A dicembre 2015 il progetto di fusione era partito sotto i migliori auspici, ma è naufragato negli ultimi mesi, l’iter di fusione tra Urbana, Casale di Scodosia e Merlara. Lo scorso marzo il sindaco di Urbana ha annunciato di voler “congelare” il progetto, sia per la scarsa partecipazione della sua cittadinanza al sondaggio esplorativo, sia viste le turbolente vicende della vicina Quattroville, “ridotta” successivamente a Borgo Veneto. Nella memoria dei cittadini della Bassa c’è inoltre il caso di Este e Ospedaletto Euganeo: qui l’unione era ad un passo, ma è scandalosamente naufragata alla vigilia delle elezioni del 2016. Oggi l’amministrazione comunale di Este sta gettando le basi per un altro percorso di fusione con Baone, Lozzo Atestino e Cinto Euganeo: lo scorso aprile i quattro sindaci hanno ufficialmente presentato la volontà di valutare l’aggregazione, affidando ad un ente la realizzazione di uno studio di fattibilità. (n.c.)