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Hi tech a prezzi stracciati: truffato anche Paleari

Il portiere del Cittadella denuncia il titolare di un’azienda e-commerce di Correzzola. Una settantina le persone raggirate

CITTADELLA . Avrebbe creato due siti per vendere prodotti tecnologici come cellulari, televisori, computer ed elettrodomestici a prezzi più bassi rispetto a quelli sul mercato. Peccato che poi, quando gli arrivava il versamento, non spedisse la merce.

Sono poco meno di un’ottantina gli utenti che sarebbero stati tratti in inganno dalla truffa messa in atto attraverso i siti – attualmente offline – dell’impresa individuale Googless, e oltre 40 mila gli euro pagati per acquistare merce che, di ...

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CITTADELLA . Avrebbe creato due siti per vendere prodotti tecnologici come cellulari, televisori, computer ed elettrodomestici a prezzi più bassi rispetto a quelli sul mercato. Peccato che poi, quando gli arrivava il versamento, non spedisse la merce.

Sono poco meno di un’ottantina gli utenti che sarebbero stati tratti in inganno dalla truffa messa in atto attraverso i siti – attualmente offline – dell’impresa individuale Googless, e oltre 40 mila gli euro pagati per acquistare merce che, di fatto, non è mai stata consegnata.

Tra i truffati, che ora hanno deciso di adire le vie legali presentando denuncia al Tribunale di Padova, anche il venticinquenne portiere del Cittadella Alberto Paleari, che ha da poco concluso il campionato di Serie B di calcio terminando la propria corsa alle semifinali dei playoff promozione.

Assieme a lui, originario di Giussano, in provincia di Monza e Brianza, sono rimaste beffate una settantina di persone , fra cui molti altri noti sportivi del Veneto e colleghi dell’estremo difensore granata che abitano in Sicilia e in altre regioni d’Italia.

Tutti attirati dalla merce di natura tecnologica che il titolare dell’azienda, residente a Correzzola e possessore di regolare partita Iva, aveva messo in vendita attraverso il web.

La formula adottata è quella che tecnicamente si definisce di “buy and share”: ogni utente interessato all’acquisto di un determinato prodotto si iscriveva al sito versando una cifra prestabilita, con il denaro raccolto dai primi utenti si acquistava e inviava il materiale al primo della lista e via a seguire, fino ad arrivare agli ultimi della lista, i quali avrebbero potuto acquistare il prodotto desiderato versando la differenza tra la quota versata in partenza e il prezzo di mercato. Materiale piazzato su internet e a disposizione a prezzi altamente concorrenziali, tanto da spingere decine e decine di acquirenti a non perdere tempo e a versare all’uomo migliaia di euro.

Il passo successivo doveva essere, ovviamente, quello della consegna e della ricezione della merce, che tuttavia, nella maggior parte dei casi, non è mai arrivata, né sono mai stati restituiti i soldi. I truffati, inevitabilmente furiosi, si sono così rivolti ai rispettivi avvocati, che si sono messi subito al lavoro per cercare di recuperare la merce o, quantomeno, di riavere il denaro. Al momento, però, si è trattato di fatica sprecata e non è escluso che le indagini possano portare alla scoperta di ulteriori dettagli.

A chi sta ancora attendendo quanto acquistato, le scuse presentate non bastano, per una vicenda che si sta allargando sempre di più.