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Sbloccati gli investimenti per il rilancio della Bassa

ESTE. Area di crisi, ora gli investimenti “straordinari” diventano accessibili. Dopo un anno e mezzo dal decreto che ha sancito la Bassa padovana come “area di crisi non complessa” e a sei mesi dall’...

ESTE. Area di crisi, ora gli investimenti “straordinari” diventano accessibili. Dopo un anno e mezzo dal decreto che ha sancito la Bassa padovana come “area di crisi non complessa” e a sei mesi dall’accordo di programma sottoscritto tra ministero dello Sviluppo economico, Regione e Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa spa (Invitalia), è stato pubblicato l’avviso per accedere agli investimenti dedicati a queste aree di crisi riconosciute dal governo. ...

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ESTE. Area di crisi, ora gli investimenti “straordinari” diventano accessibili. Dopo un anno e mezzo dal decreto che ha sancito la Bassa padovana come “area di crisi non complessa” e a sei mesi dall’accordo di programma sottoscritto tra ministero dello Sviluppo economico, Regione e Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa spa (Invitalia), è stato pubblicato l’avviso per accedere agli investimenti dedicati a queste aree di crisi riconosciute dal governo. Il Sistema del lavoro (Sll) di Monselice e quello di Montagnana - di fatto tutta la Bassa padovana - erano stati riconosciuti tali nel dicembre 2016 assieme a quello di San Donà di Piave e a quello di Portogruaro. Essere area di crisi non complessa - una sorta di “patente” che attesta il forte disagio economico e lavorativo del territorio - non frutta un finanziamento annuo o un pacchetto di risorse predefinito, ma permette alle aziende che vogliono insediarsi, o differenziare la propria attività, di ottenere importanti finanziamenti e agevolazioni in questi territori. Si parla di investimenti che possono essere coperti da fondi anche fino al 50% del totale.

Le iniziative imprenditoriali che vogliono accedere a queste agevolazioni devono prevedere programmi di investimento con spese ammissibili di importo non inferiore a 1.500.000 euro. Una somma non banale, che di fatto taglia fuori le piccole imprese. Le domande di agevolazioni dovranno essere presentate dalle 12 del 19 luglio alle 12 del 17 settembre. L’ammontare complessivo delle risorse per la concessione delle agevolazioni, indicate in questo primo avviso, è pari a 3.624.087 euro.

Inutile dire che, all’annuncio del riconoscimento, qualcuno forse auspicava una somma più cospicua. Le domande valutate positivamente sono infatti ammesse alle agevolazioni fino a esaurimento delle risorse disponibili. Questa mattina, a Venezia, a palazzo Balbi (sala Travi), sede della Regione, gli assessori regionali al Lavoro e allo Sviluppo economico, insieme al responsabile dell’Unità di crisi della Regione e ai dirigenti del ministero per lo Sviluppo economico e di Invitalia, presenteranno ad associazioni di categoria, professionisti e imprenditori gli interventi previsti per il rilancio delle aree di crisi industriale, nonché le opportunità, i termini e le condizioni del bando per accedere agli incentivi.

Questi i Comuni della Bassa padovana che rientrano nell’area di crisi non complessa individuata dal ministero: Agna, Anguillara Veneta, Arquà Petrarca, Bagnoli di Sopra, Baone, Carceri, Cinto Euganeo, Este, Granze, Monselice, Ospedaletto Euganeo, Pernumia, Ponso, Pozzonovo, San Pietro Viminario, Sant'Elena, Sant'Urbano, Solesino, Stanghella, Tribano, Vescovana, Vighizzolo d’Este, Villa Estense (Sll di Monselice); Borgo Veneto, Casale di Scodosia, Megliadino San Vitale, Merlara, Montagnana, Urbana (Sll di Montagnana). Commentano gli assessori regionali a Lavoro e Sviluppo economico: «Questo accordo di programma consolida ulteriormente la nostra collaborazione con il ministero al fine di sostenere azioni di sviluppo, riconversione e riqualificazione delle aree di crisi industriale. La Regione punta a cogliere tutte le opportunità, soprattutto favorendo le azioni di tipo sinergico come questa, per il rilancio dei nostri territori sia in termini produttivi, sia sul piano occupazionale». (n.c.)