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Sei mesi fra polemiche e proteste in attesa del referendum

Saranno sei mesi molto “caldi” tra Conselve, Terrassa e Cartura alle prese con il discusso progetto di fusione approvato dai tre consigli comunali e molto criticato dalle opposizioni. A metà dicembre...

Saranno sei mesi molto “caldi” tra Conselve, Terrassa e Cartura alle prese con il discusso progetto di fusione approvato dai tre consigli comunali e molto criticato dalle opposizioni. A metà dicembre i cittadini saranno chiamati a dire la loro con il referendum, nel frattempo lo scontro si fa sempre più acceso. Andrea Zanetti, del gruppo di opposizione “Insieme per il bene comune”, si è dimesso dalla commissione intercomunale in segno di protesta. «Chiedevamo una commissione con un esponente ...

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Saranno sei mesi molto “caldi” tra Conselve, Terrassa e Cartura alle prese con il discusso progetto di fusione approvato dai tre consigli comunali e molto criticato dalle opposizioni. A metà dicembre i cittadini saranno chiamati a dire la loro con il referendum, nel frattempo lo scontro si fa sempre più acceso. Andrea Zanetti, del gruppo di opposizione “Insieme per il bene comune”, si è dimesso dalla commissione intercomunale in segno di protesta. «Chiedevamo una commissione con un esponente per ogni gruppo e ci hanno detto di no, abbiamo chiesto di rinviare il processo di fusione troppo frettoloso e ci è stato rifiutato anche questo. E poi affermano che siamo noi quelli che dicono sempre no». Anche il M5S attacca. «La maggioranza consiliare che porta avanti la fusione» afferma Federico Visentin «è espressione del 27% a Conselve e del 30% a Cartura. Ciò dovrebbe indurre a ricercare la condivisione e collaborazione del progetto con le minoranze. Invece la commissione è stata blindata con una maggioranza bulgara, mentre avrebbe dovuto assicurare la partecipazione a ogni gruppo». (n.s.)