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Sindaco insultato su Fb: indennizzo al Comune

Salvò chiude la transazione e rinuncia ai soldi: «Faremo progetti contro il cyberbullismo»

VILLAFRANCA. Offese su Facebook? A parte essere un reato, si può incappare in un sindaco che, stanco di insulti e false illazioni, per difendere la propria onorabilità chiami il suo avvocato e cerchi soddisfazione. E che prima di arrivare in tribunale, risolva tutto con una transazione economica in favore del Comune, che utilizzerà il denaro per promuovere progetti contro il cyberbullismo nelle scuole del territorio. Accade a Villafranca Padovana, dove il sindaco Luciano Salvò recentemente ...

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VILLAFRANCA. Offese su Facebook? A parte essere un reato, si può incappare in un sindaco che, stanco di insulti e false illazioni, per difendere la propria onorabilità chiami il suo avvocato e cerchi soddisfazione. E che prima di arrivare in tribunale, risolva tutto con una transazione economica in favore del Comune, che utilizzerà il denaro per promuovere progetti contro il cyberbullismo nelle scuole del territorio. Accade a Villafranca Padovana, dove il sindaco Luciano Salvò recentemente è stato insultato da un giovane concittadino, il quale in un post all’interno di una conversazione su Facebook, lasciava intendere che il sindaco pagasse la stampa e con soldi pubblici, persino. Affermazioni gravi, oltre che ingiustificate, che il primo cittadino ha deciso di non lasciar correre. «A seguito di costanti e ingiustificati attacchi personali» dichiara infatti Luciano Salvò, «subiti dal sottoscritto anche a mezzo social e in considerazione dell’evidente valenza diffamatoria degli stessi, ho provveduto a inoltrare richiesta di risarcimento in apposita sede. A seguito di espressa richiesta, si è giunti a un accordo di transazione, sulla base del quale ho deciso di rinunciare al relativo importo che mi sarebbe dovuto, chiedendo espressamente che venga versato direttamente nelle casse del Comune di Villafranca Padovana e che sia destinato al finanziamento di progetti formativi di educazione civica e contro il bullismo, a favore dei ragazzi delle scuole elementari e medie del Comune, nella convinzione che il rispetto degli altri, l’educazione e la civile convivenza vadano coltivati fin dall’inizio dei percorsi formativi ed educativi, sui quali si fonda la crescita individuale e collettiva di ogni cittadino». In generale le offese su Facebook non sono una novità e in questi ultimi anni non sono state certo poche le persone finite a processo per gli insulti sul social. L’impressione colta anche nelle aule di giustizia è che spesso chi scrive insultando crede, a torto, che le sue parole restino solo tra un gruppo sparuto di amici virtuali. Ma non è così, affatto. (cri.s.)