Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Un nuovo Comune dove sarà bello vivere

Forum al Mattino di Padova con i due candidati a sindaco

BORGO VENETO. Per la prima campagna elettorale della sua storia, Borgo Veneto non poteva che avere una vetrina d’eccezione. Michele Sigolotto e Daniela Bordin (lista 1 “Borgo Veneto 3.0” e lista 2 “Uniti per Borgo Veneto” nella scheda elettorale), i due candidati che si contenderanno domenica prossima la prima fascia di sindaco di Borgo Veneto, sono stati ospiti della redazione de il mattino di Padova per un confronto animato dai giornalisti Giorgio Sbrissa, Valter Belluco e Nicola Cesaro.

La ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

BORGO VENETO. Per la prima campagna elettorale della sua storia, Borgo Veneto non poteva che avere una vetrina d’eccezione. Michele Sigolotto e Daniela Bordin (lista 1 “Borgo Veneto 3.0” e lista 2 “Uniti per Borgo Veneto” nella scheda elettorale), i due candidati che si contenderanno domenica prossima la prima fascia di sindaco di Borgo Veneto, sono stati ospiti della redazione de il mattino di Padova per un confronto animato dai giornalisti Giorgio Sbrissa, Valter Belluco e Nicola Cesaro.

La fusione che ha dato vita a Borgo Veneto è nata da una defezione, quella di Megliadino San Vitale.

Bordin: «L’amministrazione comunale di San Vitale non ci ha creduto e non ha saputo trasmettere i vantaggi della fusione ai cittadini. I cittadini non sono stati aiutati nella lettura dei dati che lo studio di fattibilità ha messo a disposizione. Quell’amministrazione ha commesso un vero peccato».

Sigolotto: «San Vitale ha perso una grande opportunità: ha prevalso la paura. L’amministrazione ha trasmesso questo messaggio: “Cittadini, perderete molte cose a favore di altri”».

I matrimoni si fanno per interesse e per amore. A Borgo Veneto sono stati fondamentali i dieci milioni di euro di stanziamenti, promessi dallo Stato, per orientare la scelta?

Sigolotto: «I trasferimenti sono determinanti ma noi crediamo che la fusione porterà soprattutto un innalzamento della qualità dei servizi. Penso ad esempio alla scuola, che è fonte di vita, anche in termini di indotto economico. Vogliamo mantenere tutti i plessi attualmente attivi nei tre Comuni. Non crediamo in un polo scolastico unico, perché abbiamo tre piazze e tre comunità e non possiamo privarle di un servizio essenziale. È solo investendo quei soldi nei servizi alle famiglie che potremo pensare di attrarre nuovi residenti e garantire un buon tenore di vita agli attuali».

Bordin: «Matrimonio tra Comuni? Qui per qualcuno è già naufragato (sorride guardando Sigolotto, ndr). I soldi non sono fondamentali: il mio Comune non aveva alcun problema di bilancio e dunque non ho scelto la fusione per questo. Ho visto nella fusione l’opportunità per garantire servizi duraturi alle comunità locali. È solo così, ad esempio, che non dovremo più ogni anno diventar matti per riuscire ad avviare una prima elementare. E a proposito di scuole, noi crediamo che a lungo andare si possa mantenere un plesso per ogni ex Comune, ma differenziandolo: le primarie da una parte, la secondaria da un’altra».

Che idee avete per i ragazzi di Borgo Veneto?

Bordin: «I ragazzi vanno impegnati in ambienti sani, dunque pieno sostegno alle associazioni attive nei paesi. E poi garantiremo borse di studio e percorsi di continuità tra scuola e mondo del lavoro».

Sigolotto: «Abbiamo associazioni sportive che sono esempi di aggregazione: vogliamo credere in queste realtà, finanziandole. Realizzeremo inoltre aule studio, per evitare che i ragazzi debbano andare a Este».

Borgo Veneto deve assumere una dimensione di rilievo nel territorio e per farlo deve avere strutture importanti. Ne avete una in cantiere?

Sigolotto: «Ci sono i numeri e ci saranno le risorse per creare un asilo nido unico. Ora ne abbiamo uno a Dossi, e va benissimo, ma possiamo pensare più in grande. Potrebbe essere collocato nelle ex scuole di Taglie».

Bordin: «Costruire una casa di riposo è piuttosto complicato, ma vogliamo intervenire in questo settore: pensiamo dunque a un grande centro diurno. Abbiamo due alternative, una anche piuttosto immediata».

In cosa vi differenziate principalmente?

Bordin: «La nostra lista ha 2 ex sindaci su 3 (c’è anche Gianfranco Gusella, ex di Santa Margherita d’Adige, ndr): già questo è garanzia di continuità e di rappresentanza. Ho mantenuto l’approccio che tre anni fa ho avuto con questo iter di fusione: penso che cambiare gli attori in corsa, cioè chi si siederà al tavolo a gettare le basi per questo nuovo Comune, possa rischiare di far saltare quanto è stato promesso».

Sigolotto: «Io non ho sottoscritto alcun accordo per mantenere una poltrona. Ho lavorato con gli altri due colleghi, li rispetto, ma non condivido il loro modo di operare. Per fondare un nuovo Comune occorre ripartire da zero. Con una lista unica saremmo stati tre galletti in un unico pollaio».

Bordin: «Nessun accordo? Tra gentiluomini, una stretta di mano vale come accordo».

Sigolotto: «Parlano quelli che negavano di aver fatto accordi con le mie minoranze e invece avevano già fatto tutto...».

La lista unica con i tre sindaci non avrebbe messo tutti d’accordo?

Sigolotto. «Una lista unica sarebbe durata al massimo fino a Natale. Ripeto: tre galli in un pollaio. Meglio una lista come la mia, ben distribuita, con 4 rappresentanti per Comune».

Bordin: «Sei contraddittorio. Parli di liste equidistribuite e poi dici che vuoi essere l’unico gallo. E poi parli di rischi: tu in lista hai rappresentanti dello stesso Comune che arrivano da liste diverse. Mi sa che quello che rischia sei tu».

L’immagine che traspare è quella di Saletto, il comune più popolato, che annette gli altri due.

Bordin: «Sigolotto ha un’idea di incorporazione, più che di fusione. E comunque se aveva paura di non arrivare alla fine dei cinque anni con la lista unica, poteva benissimo proporre una quarta figura che non fosse uno di noi tre».

Sigolotto: «No, più che una fusione i miei due colleghi avevano in testa un modello molto vicino all’Unione Megliadina, ormai superato. Anzi, voglio sottolineare che da sindaco non stringerò alcuna convenzione con Comuni vicini: i servizi saranno tutti centralizzati a Borgo Veneto».

Le vostre liste corrono senza simboli politici?

Bordin: «Non ho mai nascosto di provenire dall’area di centrodestra. La nostra è comunque una civica a tutti gli effetti che tocca tutte le forze politiche oggi rappresentate in Parlamento».

Sigolotto: «Non ho simboli politici ma ho stretto accordi con il centrodestra, e precisamente con le segreterie provinciali di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia».

Bordin: «Hai amicizie e accordi, ma non hai simboli…».

Sigolotto: «Parla quella che va alle feste per farsi fotografare con Luca Zaia...».

Chiudiamo con i Pfas: quali precauzioni state prendendo per il vostro territorio, recentemente inserito in area rossa?

Bordin: «Continui monitoraggi nei pozzi e l’impegno a far sì che anche i nostri residenti siano sottoposti a test medico-clinici come i cittadini del Vicentino».

Sigolotto: «Già due anni fa ho fatto censire alcuni pozzi del territorio. Continuerò a farlo, e anzi chiederò ad Arpav di analizzarne altri. Saranno le nostre sentinelle».

testo raccolto da Nicola Cesaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA.