Vasco Rossi a Padova, gli alberghi fanno il pieno

Tutto esaurito anche per i Pearl Jam. Monica Soranzo: «Pensare all’arena»

PADOVA. «Sold out». È il cartello (virtuale) appeso fuori dagli alberghi padovani in occasione dei tre concerti in programma allo stadio Euganeo: i prossimi mercoledì e giovedì con Vasco Rossi e il 24 giugno con i Pearl Jam. È difficile trovare una camera libera.

E anche se le prenotazioni sono per la maggior parte limitate a una sola notte, per gli albergatori è comunque “grasso che cola”: «C’è un riscontro chiaro ed è l’effetto di un evento di richiamo. Averne di serate così...», commenta Monica Soranzo, presidente di “Padova Hotels”, l’associazione degli albergatori che fa riferimento all’Ascom. Che sulla proposta di un’arena per la musica rilancia: «Sarebbe un valore aggiunto per la città: non può che trovarci d’accordo».



Le notti dell’Euganeo. Basta fare una semplice ricerca nei siti di prenotazione on-line degli alberghi: i concerti all’Euganeo fanno registrare il tutto esaurito delle camere in città. Per la serata di mercoledì, quella della prima esibizione di Vasco, il tasso di occupazione è del 94%. Sale al 96% il giorno dopo, giovedì sera, quando il rocker di Zocca concederà il bis all’Euganeo. E raggiunge un picco del 97% per il 24 giugno, quando è in programma il concerto della rock band americana di Seattle.

Quest’ultimo “sold out” si spiega con il fatto che Padova è una delle tre date italiane del tour del Pearl Jam (le altre sono Milano e Roma). E la band ha un pubblico più internazionale rispetto ai fan di Vasco Rossi, che per la maggior parte torneranno a casa alla fine dell’esibizione. I live di richiamo internazionale invece attirano spettatori anche da Friuli e dall’Est Europa, fan che scelgono di dormire almeno una notte a Padova. E così, stando ai biglietti venduti, il 24 giugno saranno oltre 1.200 ad arrivare dalla Slovenia, più altri 766 biglietti venduti in Croazia e 671 in Austria.

Solo per una notte. Se per la notte di mercoledì c’è ancora qualche camera all’hotel Donatello, in piazza del Santo. Per la sera del concerto dei Pearl Jam si può trovare ancora qualche posto solo nei grandi alberghi come lo Sheraton o quello appena riaperto al Net Center. Difficilmente si pagherà meno di 100 euro.

La maggior parte dei turisti però si ferma per una sola notte. Il giorno dopo infatti si trovano molte più camere e a prezzi decisamente più bassi.

Allo stesso modo l’«effetto concerti» è visibile su Padova, ma molto meno ad Abano e nell’area termale. Anche perché sono gli stessi siti web a suggerire luoghi più economici come Stra o Vicenza.

Quasi tutti gli appassionati di musica, dunque, restano solo per la notte del concerto e ripartono il giorno dopo. Sono pochi ad approfittare dell’occasione per “agganciare” all’evento una vacanza di qualche giorno tra Padova e Venezia. Accade di più per il concerto dei Pearl Jam, che essendo di domenica sera è più comodo per un fine settimana di relax.

L’arena e l’incoming. Gli albergatori sono comunque soddisfatti. «Padova non è una città stagionale, noi lavoriamo tutto l’anno e spesso con il settore business» chiarisce Monica Soranzo «Ma ogni evento come questo ci fa felici. Anche a compensare il declino della Fiera e le tante mancanze che si sono venute a creare in città negli ultimi anni».

Dunque bene i concerti, gli eventi e le mostre: «Serve una programmazione importante e di lungo periodo. E poi c’è bisogno anche di una promozione forte, che diffonda il più possibile il nome di Padova», sottolinea la leader degli albergatori.

Logico che in tutto questo sistema anche l’arena della musica farebbe gioco. L’idea è di utilizzare la leadership di Zed nel Nordest per rendere Padova “capitale della musica”, attraverso la costruzione di un palazzetto solo per i concerti da 18-20 mila posti accanto all’Euganeo. Così si potrebbero organizzare live show internazionali anche d’inverno.

«Qualsiasi cosa, che sia una struttura o un’arena, che porta un valore aggiunto alla città non può che vederci d’accordo» ribadisce Monica Soranzo «Iniziative di questo tipo le appoggeremo sempre».

C’è però la necessità di fare incoming, cioè coordinare l’arrivo dei turisti. «Dobbiamo vendere pacchetti completi, con le camere e i biglietti del concerto. Bisogna crederci e fare squadra. Padova è pronta», conclude.
 

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