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Aumentano i presidi reggenti

Sono 43 (su 108) i dirigenti che devono gestire più scuole, i sindacati protestano

Saranno 43 su 108 e non più 38 i presidi reggenti, che, dal prossimo primo settembre, saranno nominati dall’Ufficio Scolastico Regionale, guidato da Daniela Beltrame, dopo aver ascoltato il provveditore Andrea Bergamo, nelle scuole di Padova e provincia. Questo perché la prova preselettiva del corso-concorso per assumere in ruolo, in tutta Italia, 2425 nuovi dirigenti, prevista per il 29 maggio, è stata spostata al 23 luglio. In pratica ancora per un altro anno scolastico ben 43 presidi di r ...

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Saranno 43 su 108 e non più 38 i presidi reggenti, che, dal prossimo primo settembre, saranno nominati dall’Ufficio Scolastico Regionale, guidato da Daniela Beltrame, dopo aver ascoltato il provveditore Andrea Bergamo, nelle scuole di Padova e provincia. Questo perché la prova preselettiva del corso-concorso per assumere in ruolo, in tutta Italia, 2425 nuovi dirigenti, prevista per il 29 maggio, è stata spostata al 23 luglio. In pratica ancora per un altro anno scolastico ben 43 presidi di ruolo, che già guidano altrettante scuole, ossia un singolo istituto superiore oppure un intero Istituto Comprensivo Statale (che, in genere, comprende più plessi tra materne, elementari e medie), dovranno gestire “in reggenza” anche altre scuole, limitrofe e non. Le reggenze passeranno da 38 a 43 perché alla fine dell’anno scolastico in corso andranno in pensione altri tre presidi. Ossia Fiorenza Marconato, del liceo Lucrezio Caro di Cittadella, Loris Milan, dell’Ic di Ponso e Maria Grazia Bollettin dell’Ic Selvazzano 1. Nel bene e nel male 43 reggenze su 108 (in pratica una su due) per lo Stato rappresenterà un affare perché, mentre un dirigente in ruolo titolare costa circa 3. 000 euro al mese, un reggente si porta a casa (oltre allo stipendio da titolare) solo 500 euro. Fatti un po’di conti, un risparmio di un milione e 290 mila euro in un anno. Risparmio che però, a quanto sostengono da anni tutti i sindacati della categoria (Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Cobas) e anche tanti presidi, va a scapito della qualità dell’insegnamento e del Pof (Piano Offerta Formativa) di ciascuna scuola. «Una cosa è governare una scuola con 900-1000 studenti ed altra cosa è amministrarne ancora un’altra con anche 2000 allievi» sottolinea Nadia Vidale, dirigente titolare al Severi (1200 studenti) e reggente all’Ic di Vigonza (700 studenti). «Non va bene. Ci sono scuole che vanno avanti con le reggenze da anni. Se, in tanti istituti, le cose proseguono ugualmente bene è solo perché ci sono collaboratori del preside molto preparati, che riescono a superare le problematiche quotidiane legate sia alla didattica che all’amministrazione». Tanti presidi potrebbero ricevere la stessa reggenza dell’anno in corso, ma non è scontato. Alcuni esempi. Michela Bertazzo, attualmente, è titolare al Terzo IC, con presidenza alla Briosco e reggente al liceo Curiel. Lucia Marcuzzo è titolare al Quinto IC, con presidenza alla Donatello e reggente al Primo IC (con sede alla Petrarca), mentre Antonella Visentin è titolare al liceo Marchesi e reggente all’IC di Vigodarzere. Finora ma le cose potrebbero cambiare. Nel dibattito interviene anche il riconfermato dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale: «Vivo nella scuola pubblica da 40 anni» osserva Andrea Bergamo «Anch’io mi rendo conto che non è facile gestire più scuole sino a 2000 studenti, ma, sino ad oggi, ho sempre constatato che tutti i dirigenti reggenti in forza nelle scuole padovane, non hanno mai avuto particolari problemi per gestire anche due scuole».

Felice Paduano