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Este ricorda Beniamino Ferraretto, morto nel gulag

ESTE. Un abbraccio simbolico ai famigliari di Beniamino Ferraretto, internato e probabilmente morto nel gulag kazako di Karaganda. A darlo, a nome della città, è stato ieri il sindaco Roberta...

ESTE. Un abbraccio simbolico ai famigliari di Beniamino Ferraretto, internato e probabilmente morto nel gulag kazako di Karaganda. A darlo, a nome della città, è stato ieri il sindaco Roberta Gallana, che ha dedicato al soldato nato a Baone il discorso celebrativo per la Festa della Repubblica (nella foto), ricorrenza che ha radunato in piazza Maggiore decine di cittadini. La memoria di Beniamino Ferraretto, contadino di Baone nato nel 1909, è emersa grazie al lavoro del giornalista Stefano ...

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ESTE. Un abbraccio simbolico ai famigliari di Beniamino Ferraretto, internato e probabilmente morto nel gulag kazako di Karaganda. A darlo, a nome della città, è stato ieri il sindaco Roberta Gallana, che ha dedicato al soldato nato a Baone il discorso celebrativo per la Festa della Repubblica (nella foto), ricorrenza che ha radunato in piazza Maggiore decine di cittadini. La memoria di Beniamino Ferraretto, contadino di Baone nato nel 1909, è emersa grazie al lavoro del giornalista Stefano Mensurati: il professionista della Rai ha riportato alla luce documenti che testimoniano la prigionia di soldati italiani ritenuti dispersi. Offrendo ai famigliari di questi sfortunati uomini, quindi, la verità sui loro ultimi anni di vita. Uno di questi soldati era proprio Ferraretto, soldato del 63° reggimento di fanteria della Legione Tagliamento. Catturato dai soldati di Stalin il 17 dicembre 1942, fu internato nel gulag kazako nel 1944. Vi arrivò molto malato. Le informazioni su di lui si fermano qui. Ferraretto è stato ricordato ieri dal sindaco, dal giornalista Renato Malaman e da Marina Petternella dell’associazione Cerkio degli Italiani in Crimea. È stata realizzata anche una targa alla memoria, consegnata al figlio Vito. Oltre a celebrare la memoria del soldato di Baone, il sindaco Gallana ha colto l’occasione per condannare le parole di Jean Claude Junker, presidente della Commissione Europea: «Cliché sull’Italia. Gli italiani, il loro pensiero e il loro voto si rispettano». (n. c.)