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«Creava con le sue mani scarpe stupende»

TOMBOLO. «Amava il suo lavoro, era un creativo, dalle sue mani nascevano scarpe bellissime». Michele Pasinato viene ricordato così dal fratello Loris, presidente del Lions Club di Cittadella. Il...

TOMBOLO. «Amava il suo lavoro, era un creativo, dalle sue mani nascevano scarpe bellissime». Michele Pasinato viene ricordato così dal fratello Loris, presidente del Lions Club di Cittadella. Il padre di famiglia, che avrebbe compiuto proprio domani cinquantuno anni, lascia la moglie Alessandra, con la quale aveva condiviso un matrimonio lungo un quarto di secolo: l'anniversario sarebbe stato festeggiato la settimana prossima.

Una bella famiglia, Alessandra ha reso l'uomo padre di due figli: ...

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TOMBOLO. «Amava il suo lavoro, era un creativo, dalle sue mani nascevano scarpe bellissime». Michele Pasinato viene ricordato così dal fratello Loris, presidente del Lions Club di Cittadella. Il padre di famiglia, che avrebbe compiuto proprio domani cinquantuno anni, lascia la moglie Alessandra, con la quale aveva condiviso un matrimonio lungo un quarto di secolo: l'anniversario sarebbe stato festeggiato la settimana prossima.

Una bella famiglia, Alessandra ha reso l'uomo padre di due figli: il più grande ha venticinque anni e lavora da un anno a Berlino, quindici anni fa la seconda nascita. Un uomo benvoluto, che viveva a Tombolo, in via Petrarca, primo di tre fratelli: oltre a Loris, lascia nel dolore anche la sorella Ketty. La scomparsa ha sconvolto la comunità locale e le tante persone della zona che lo conoscevano ed apprezzavano. «Ieri mattina Michele era appena partito dal negozio in sella al suo scooter per andare a consegnare delle scarpe«, racconta il fratello. Aveva aperto il suo negozio di calzolaio a Castelfranco Veneto nel 2003. «La sua prima esperienza lavorativa era stata alla Gallia Confezioni di Galliera Veneta, poi aveva cambiato lavoro, era occupato in un'azienda di coperture». Michele Pasinato aveva da sempre una predisposizione ed un talento particolare per il settore calzaturiero. Passione e tecnica: «Non si limitava a riparare le scarpe, ma sapeva crearle, con stile e gusto, sviluppava calzature su misura». E così andava incontro alle urgenze di personalizzazione dei clienti: «Partiva prestissimo al mattino, anche di domenica lavorava nel suo laboratorio, ma per lui non era un sacrificio: aveva slancio per il suo lavoro, e nel pochissimo tempo libero che gli restava si dedicava alla famiglia e ad un suo svago, l'aeromodellismo». La data del funerale deve ancora essere fissata.

Silvia Bergamin