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Il Mercatone passa a una multinazionale

In bilico le tre sedi di Tribano, Curtarolo e Noventana. Domani i sindacati trattano per difendere 120 posti di lavoro

CURTAROLO . Sessantotto supermercati non alimentari, denominati Mercatone Uno (marchio storico emiliano, che anni addietro aveva una società di ciclismo per la quale correva anche Marco Pantani), sono stati ceduti a due società, abbastanza note nel settore dei mobili e delle calzature. Ossia all’Holding Shernon srl ed alla Cosmo, società emiliana, titolare del marchio Globo, con negozi anche a Mestre e a San Fior, vicino a Conegliano.

Cinquantacinque unità di vendita sono passate alla multin ...

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CURTAROLO . Sessantotto supermercati non alimentari, denominati Mercatone Uno (marchio storico emiliano, che anni addietro aveva una società di ciclismo per la quale correva anche Marco Pantani), sono stati ceduti a due società, abbastanza note nel settore dei mobili e delle calzature. Ossia all’Holding Shernon srl ed alla Cosmo, società emiliana, titolare del marchio Globo, con negozi anche a Mestre e a San Fior, vicino a Conegliano.

Cinquantacinque unità di vendita sono passate alla multinazionale Shernon e tredici alla Cosmo Globo. Per quanto riguarda la provincia di Padova, sono stati ceduti anche i punti vendita di Noventana (58 lavoratori, in gran parte donne), di Curtarolo (36) e di Tribano (26). Il negozio di Noventa è ancora aperto e gode di ottima salute, mentre quelli di Curtarolo e di Tribano sono chiusi da tempo: i dipendenti sono in cassa integrazione sino a gennaio 2019. È stato ceduto anche il supermercato di Castelfranco, dove lavorano 30 persone, ma i nuovi proprietari hanno fatto già sapere che ne servirebbero solo la metà. Ossia 15.

La cessione, sotto forma di rami di azienda, è stata annunciata ai sindacati nazionali del settore durante una recente riunione che si è tenuta al ministero dello Sviluppo Economico dopo che i tre commissari straordinari di Mercatone Uno, in carica dall’aprile del 2015, ossia Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari, avevano già firmato la cessione dei 68 punti vendita alle due società succitate.

In realtà i punti vendita messi sul mercato erano, a livello nazionale, 74, ma l’offerta presentata dagli acquirenti si è chiusa con il passaggio di soli 68 supermercati. A questo punto ci saranno anche problemi di natura occupazionale perché i compratori avevano già comunicato ai tre commissari straordinari che a loro interessava la continuità occupazionale solo per 2000 lavoratori, con circa 900 esuberi da mettere in conto. «Come hanno già detto i nostri segretari nazionali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl ed Uiltucs, siamo davanti ad un bicchiere mezzo vuoto e mezzo piano» osserva il padovano Massimo Del Vecchio, della Uiltucs «Domani (venerdì, ndr) saremo all’hotel Zan Europa, a Bologna, per entrare nel merito delle trattative. Non siamo ancora a conoscenza se a Noventana potranno continuare a lavorare tutti i dipendenti attuali e se ci sono possibilità per la riapertura dei punti vendita di Curtarolo e di Tribano.

Felice Paduano