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Due clandestini nel camion di gelati

Volevano andare in Spagna, ma si sono ritrovati a Grantorto. Sopravvissuti mangiando le cialde dei coni

GRANTORTO. Se ne stavano al confine ligure, a Ventimiglia, volevano raggiungere la Francia e così si sono imbucati in un camion di gelati con la targa spagnola e che invece li ha portati dritti dritti a Grantorto. Un viaggio decisamente più lungo del previsto, tra l’altro nella direzione opposta a quella che avevano sperato, affrontato mangiando cialde dei coni destinate all’azienda nella quale era diretto il trasportatore che non sapeva di avere a bordo anche un carico umano.

A scoprire l’av ...

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GRANTORTO. Se ne stavano al confine ligure, a Ventimiglia, volevano raggiungere la Francia e così si sono imbucati in un camion di gelati con la targa spagnola e che invece li ha portati dritti dritti a Grantorto. Un viaggio decisamente più lungo del previsto, tra l’altro nella direzione opposta a quella che avevano sperato, affrontato mangiando cialde dei coni destinate all’azienda nella quale era diretto il trasportatore che non sapeva di avere a bordo anche un carico umano.

A scoprire l’avventurosa peripezia di due africani - arrivati in Italia attraverso uno dei tanti viaggi in fuga dai drammi che si consumano sopra e sotto il Sahara - sono stati i carabinieri di Gazzo che, ieri intorno alle 13, hanno ricevuto una chiamata al 112: un uomo chiedeva aiuto parlando in francese, spiegava di essere in un cassone con un compagno e di non capire dove si trovassero.

I due uomini in cerca di un futuro degno di questo nome si chiamano Oumar Aboubacar, 34 anni, nato in Niger, e Abdulhafiz Abdallah, 27enne originario del Sudan. Determinante - nei minuti della chiamata d’emergenza - è stata la collaborazione tra i 112 di Cittadella, Padova e Venezia, che sono riusciti a tradurre in tempo reale le informazioni fornite dai due disperati e a capire dove si trovassero attraverso la triangolazione tra le celle dei telefoni e i punti di riferimento forniti dagli africani nel corso della chiamata.

In qualche modo il puzzle si è composto e i militari sono riusciti a capire dove fossero: la coppia di migranti voleva arrivare dalle parti di Barcellona, ma aveva trovato un “passaggio gratis” verso est; così i due sono finiti nella zona industriale di Grantorto.

A Ventimiglia erano saliti confidando nella targa spagnola del camion guidato dal quarantatreenne Migel Angel Ariza Jimenez, ma l’autista non era diretto verso casa: il camionista doveva infatti consegnare un carico di cialde alla Valbrenta, azienda di produzione di gelati con sede in via Principessa Iolanda a Grantorto.

Inquadrata la situazione e localizzato il mezzo pesante, i militari si sono diretti quindi nella zona produttiva del comune dell’Alta e qui, ispezionando i mezzi in sosta, hanno notato una mano uscire dal telone che ricopriva il cassone di un camion.

Una volta aperto il portellone posteriore, tutto è stato chiaro: sono usciti i due giovani uomini, che non avevano con sé alcun documento ma che subito hanno fornito alle forze dell’ordine le loro generalità complete.

Per prudenza, al fine di verificare il loro stato di salute, i clandestini sono stati accompagnati al Pronto soccorso di Cittadella: stavano decisamente bene, ai sanitari hanno spiegato di avere affrontato il viaggio dal confine con la Francia al Veneto cibandosi delle cialde per i gelati che il fornitore spagnolo doveva consegnare alla ditta di Grantorto.

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