Interamente svuotati i locali della De Zuani s’indaga sull’incendio

Il rogo di Sant’Angelo di Piove, il sindaco valuta l’emissione di un’ordinanza di non agibilità del capannone danneggiato 

SANT’ANGELO DI PIOVE. Si sono concluse all’alba di ieri le operazioni di messa in sicurezza dei locali della De Zuani srl coinvolti dallo spaventoso rogo sviluppatosi nel pomeriggio di domenica scorsa. L’incendio ha interessato la parte del capannone, che si trova in via Palladio, nella zona artigianale, adibita allo stoccaggio di rifiuti di vario genere (plastica, legno, carta) che poi vengono rilavorati per il riciclo. L’azienda è attiva da quarant’anni e da dieci si è trasferita da Legnaro a Vigorovea. Con l’ausilio di una ruspa il materiale è stato progressivamente smassato, bagnato, e quindi spostato fuori dall’azienda per essere smaltito. L’area interessata ora è completamente vuota ed è stata posta sotto sequestro dalle autorità per permettere di effettuare le indagini sulle cause che, al momento, rimangono ancora ignote. Liberati invece gli uffici amministrativi e la restante parte del capannone che è già a disposizione della ditta. Il sindaco Mariano Salmaso è in attesa del verbale tecnico dei vigili del fuoco sull’agibilità o meno della parte del fabbricato danneggiata dalle fiamme. Nel caso la stabilità fosse stata compromessa, spetterà al primo cittadino emettere un’ordinanza di non agibilità. La De Zuani sta pienamente collaborando, avvalendosi anche di un consulente esterno, per il corretto smaltimento del materiale che non è andato completamente in fumo. Per quanto riguarda i rischi ambientali, in attesa degli ultimi risultati delle analisi in laboratorio dell’Arpav, che fino a questo momento, sulla base delle rilevazioni in loco, ha escluso particolari problemi, nella giornata di ieri si è intervenuti sul canale di scolo che costeggia via Palladio e nel quale erano defluite tutte le acque usate per lo spegnimento dell’incendio. Per prima cosa sono state create delle barriere temporanee per contenere l’acqua e scongiurare il pericolo che confluisse sul sistema idraulico principale. Successivamente, con un’autobotte, è stata completamente aspirata e portata a smaltire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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