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Affitto-riscatto formula 4.0 famiglia salvata dallo sfratto

Parte da Noventa un progetto pilota per arginare le crescenti emergenze abitative Genitori con 4 figli pagheranno la pigione acquistando a rate la casa dove vivono

di Giusy Andreoli
1 minuto di lettura

NOVENTA PADOVANA. Parte da Noventa un progetto pilota che potrebbe rivoluzionare il sistema che si sta drammaticamente espandendo. Quello degli sfratti e delle case messe all’asta per impossibilità di continuare a pagare il mutuo acceso con la banca di riferimento quando i tempi erano migliori. Pioniere di questo esperimento la fondazione “La Casa” Onlus, costituita nel 2001 per volontà di Cciaa e Acli provinciali di Padova, di Nuovo Villaggio cooperativa sociale e Banca Popolare Etica e partecipata dalla Camera di Commercio, dalla Fondazione Cariparo e da diversi Comuni, che ha lo scopo di contribuire a risolvere il disagio abitativo delle famiglie.

La Fondazione La Casa, anche su input comunale, è intervenuta acquisendo all’asta l’appartamento di una famiglia noventana con quattro bambini che si era vista pignorare il bene non potendo più pagare il mutuo. La novità è che la onlus ha locato alla stessa famiglia, che pagherà un affitto di 150 euro mensili e verserà altri 150 euro al mese per riscattare l’appartamento fino a coprire l'intero importo di acquisto, cioè 45 mila euro. Con il vantaggio che non sarà gravata da interessi.

Si evita così lo sfratto, che sarebbe stato sicuramente eseguito qualora l’appartamento fosse stato comperato da altri, e la messa in strada di quattro minori, la cui sistemazione sarebbe ricaduta sul Comune con costi di molto maggiori. Per portare avanti il progetto il Comune è diventato socio della Fondazione La Casa Onlus acquistando una quota per un valore di 10 mila euro. La cifra è stata reperita dall’avanzo di amministrazione 2017 e inserita nella variazione di Bilancio approvata nella seduta di Consiglio di venerdì sera. Da parte sua la Fondazione ha investito il denaro ricavato dalla vendita di una proprietà. «Invece di andare a comprare una casa vuota e cercare una famiglia da mettere dentro con l’obiettivo di dare una casa a chi è in difficoltà, ci è sembrato giusto evitare un trauma soprattutto a dei minori, oltretutto bene inseriti nella comunità. Questo è un esperimento di uso innovativo di risorse per contrastare le emergenze abitative e provare a usare quel poco patrimonio che ci è rimasto per non mettere la gente in strada», afferma il presidente della fondazione, Maurizio Trabuio. «Lo scopo è sociale», spiega il sindaco Luigi Alessandro Bisato, «mettere insieme la doppia valenza del Comune, che è in seria difficoltà a trovare soluzioni abitative per chi è sotto la soglia di povertà, e della Fondazione La Casa, che ha per statuto questa missione e così riesce a garantire anche una tenuta patrimoniale. Questa è l’operazione amministrativa che mi inorgoglisce di più da quando sono amministratore».

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