Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Padova, hip hip urrà, arriva anche la Supercoppa

Il gruppo biancoscudato con il trofeo

I biancoscudati battono il Lecce, un altro trionfo dopo il ritorno in Serie B

LECCE. Il Padova è il mattatore della Serie C. Prima la vittoria in campionato, adesso il trionfo in Supercoppa, per una doppietta storica, che inorgoglisce la società rifondata quattro anni fa sulle ceneri della sciagurata gestione Penocchio-Cestaro, e nella cui bacheca finisce un altro trofeo prestigioso.

Bisoli l’aveva promesso alla vigilia, e con i suoi ragazzi è stato di parola: «Ci tengo a conquistare la coppa, anche perché nell’unica occasione precedente, quand’ero a Cesena, l’ho persa ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

LECCE. Il Padova è il mattatore della Serie C. Prima la vittoria in campionato, adesso il trionfo in Supercoppa, per una doppietta storica, che inorgoglisce la società rifondata quattro anni fa sulle ceneri della sciagurata gestione Penocchio-Cestaro, e nella cui bacheca finisce un altro trofeo prestigioso.

Bisoli l’aveva promesso alla vigilia, e con i suoi ragazzi è stato di parola: «Ci tengo a conquistare la coppa, anche perché nell’unica occasione precedente, quand’ero a Cesena, l’ho persa contro il Gallipoli». Detto, fatto. Era già incanalato bene, a favore dei veneti, il mini-torneo tra le dominatrici dei tre gironi di terza serie, perché la sconfitta patita dai salentini a Livorno, alla seconda giornata, aveva compromesso non poco le loro chance di successo finale, per cui, sul piano psicologico, il Padova è sceso in campo, nello stadio di via del Mare, con la consapevolezza di avere una mano e mezza, se non tutt’e due, sul trofeo.

Che poi, ad agevolargli ancor più il compito ci abbia pensato il portiere di casa, Perucchini, combinandola grossa sul tiro, per la verità non fortissimo, dalla lunga distanza di Cappelletti dopo un quarto d’ora, questo nessuno se lo sarebbe immaginato. Buon segno, il Padova si è guadagnato pure il favore della buona sorte ed ha tesaurizzato a dovere l’errore dell’estremo difensore, impostando la sfida come meglio non avrebbe potuto.