Gara artistica di solidarietà per la chiesa di Teolo

Pesce mette in vendita una sua opera, Sgarbi e Daverio ci mettono la faccia Raccolta fondi partita da una critica del segretario della Lega all’Italia in croce

TEOLO. «Sono pronto a proporre qualche mia opera a delle gallerie, se le comprano devolvo tutto per la chiesetta di Teolo». Gaetano Pesce, l’autore dell’opera “l’Italia in croce” che in questi giorni ha animato accese discussioni in città, ha deciso di fare un passo in più: dopo la disponibilità a fare da testimonial per raccogliere fondi, quindi, si è offerto di contribuire in prima persona.

È il lieto fine dopo una polemica che difficilmente poteva essere più costruttiva: tutto è iniziato sui social network, dove il leghista Andrea Ostellari aveva pubblicato una fotografia dell’opera, in questi giorni esposta davanti a Palazzo Moroni, giudicandola “offensiva”. Non in relazione al significato artistico, ha spiegato poi, ma per l’uso di un simbolo religioso che gli era sembrato inappropriato. La discussione ha acceso un intenso dibattito ed è rimbalzata fino a Vittorio Sgarbi, che conoscendone il valore e il significato l’ha invece difesa. Ostellari, a quel punto, ha avuto un’illuminazione: se la religione non c’entra, anzi, allora si può sfruttare la polemica per accendere i riflettori su una chiesina di Teolo che rischia di cadere a pezzi, collaborando per cercare fondi. Un’idea subito sposata da Pesce: «La mia opera, che è del ’78» spiega «rappresenta l’Italia in croce, perché proprio come Gesù Cristo è stata ingiustamente crocifissa: dai politici corrotti, dai sindacalisti che non fanno il proprio lavoro, dai cittadini che rubano. La chiesa di Teolo, che è un pezzo della nostra storia e nessuno si cura di restaurarla, restituisce precisamente l’immagine di quell’Italia. E se posso fare qualcosa per migliorare la situazione, lo faccio volentieri: significa che persone di segno politico diverso possono collaborare insieme per un obiettivo comune. Se ognuno di noi mettesse del suo per cambiare la situazione, l’Italia potrebbe scendere da quella croce». Ieri Ostellari, Pesce, Sgarbi e anche Philippe Daverio (di passaggio in occasione del premio Campiello) si sono incontrati a Palazzo della Ragione, dando ciascuno la disponibilità a fare qualcosa per la chiesa, che avrebbe bisogno di circa 460 mila euro (di cui 150mila da Cariparo). Questo, ovviamente, per la gioia del parroco, don Luigi Golin, che dal canto suo l’opera l’ha apprezzata: «Da credente» spiega «ci ho visto l’Italia sofferente, ma non crocifissa: anzi la vedo sostenuta dalla croce».


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