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«I brillanti? Me li ha regalati lui»

Numerose le sue frequentazioni con i politici di Forza Italia dell’Alta Padovana

CITTADELLA. Sara davanti alla Trump Tower, Sarà davanti ai grattacieli di Dubai, Sara davanti al Duomo di Milano. Cita Marilyn Monroe: “Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio”. E via una carrellata di foto con vassoi di pesce crudo, calici scintillanti di champagne, ristoranti, hotel di lusso, spiagge caraibiche.

Di lei dicono che frequentava il “giro” dei politici di Forza Italia dell’Alta padovana. Il codazzo di Clodovaldo Ruffato e Maurizio Conte. A dicembre scorso, durante un ...

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CITTADELLA. Sara davanti alla Trump Tower, Sarà davanti ai grattacieli di Dubai, Sara davanti al Duomo di Milano. Cita Marilyn Monroe: “Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio”. E via una carrellata di foto con vassoi di pesce crudo, calici scintillanti di champagne, ristoranti, hotel di lusso, spiagge caraibiche.

Di lei dicono che frequentava il “giro” dei politici di Forza Italia dell’Alta padovana. Il codazzo di Clodovaldo Ruffato e Maurizio Conte. A dicembre scorso, durante una cena a Sant’Anna Morosina con il consigliere comunale e provinciale Luigi Sabatino, Sara Andretta era su di giri. Tornata da pochi giorni da un viaggio a New York si vantava con i commensali parlando della borsa e della cover per cellulare tempestata di Swarovsky. “Un regalo del mio fidanzato”, diceva.

Era presente anche alla cena organizzata da Maurizio Conte a San Martino di Lupari. “Amate da togliervi il fiato... i vestiti e le paure”, scriveva su Facebook il 5 marzo scorso. «Ecco, questa frase rispecchia a pieno Sara per come la conosco io», racconta un politico della zona. «Niente nome però, mi raccomando». Tutti la vedevano, molti la frequentavano ma nessuno sapeva ciò che faceva veramente quella donna con gli occhi di ghiaccio perennemente in tacco 12 e vestito da sera, anche quando si trattava di prendere un normalissimo spritz in piazza a Cittadella o a Fontaniva. E anche un normale costume da bagno assume tutta un’altra luce se chi lo indossa regge in bocca un sigaro cubano. Il suo diario virtuale è una continua esibizione di sé e del suo essere donna che ama. “Se incontrarsi resta una magia, è non perdersi la vera favola...”, parole appese a una decina di foto di lei in trench bianco davanti al Duomo di Milano. Più che in una favola, la vita di Sara Andretta sta virando verso l’incubo. Imprigionata come non mai in un mondo di cristallo senza fondamenta.

Enrico Ferro

e.ferro@mattinopadova.it

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