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Oggi la presentazione del giornale dei rifugiati

PIAZZOLA. Nasce il giornale dei rifugiati dello Sprar di Piazzola e Curtarolo. Si chiama “Il corriere del Villaggio Globale” dal nome della cooperativa (nella foto), diretta da Marco Zamarchi, che...

PIAZZOLA. Nasce il giornale dei rifugiati dello Sprar di Piazzola e Curtarolo. Si chiama “Il corriere del Villaggio Globale” dal nome della cooperativa (nella foto), diretta da Marco Zamarchi, che gestisce il progetto di accoglienza governativo nei due comuni. Ed è al numero due. Verrà presentato oggi in biblioteca alle 18. Coordinatore è il giornalista freelance siriano Ghayath Abd Alaziz, ospite allo Sprar di Piazzola e premiato nel 2017 per un articolo sulle carceri siriane pubblicato su ...

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PIAZZOLA. Nasce il giornale dei rifugiati dello Sprar di Piazzola e Curtarolo. Si chiama “Il corriere del Villaggio Globale” dal nome della cooperativa (nella foto), diretta da Marco Zamarchi, che gestisce il progetto di accoglienza governativo nei due comuni. Ed è al numero due. Verrà presentato oggi in biblioteca alle 18. Coordinatore è il giornalista freelance siriano Ghayath Abd Alaziz, ospite allo Sprar di Piazzola e premiato nel 2017 per un articolo sulle carceri siriane pubblicato su Tpi (The Post Internazionale). «L’esperienza di accoglienza diffusa che abbiamo dal 2014 è molto positiva» ha affermato il sindaco Enrico Zin. «Le famiglie sono ben inserite in paese e così i giovani singoli. Mai avuto problemi, anzi. Dobbiamo noi amministratori per primi non strumentalizzare la questione che non ha colori politici ma solo umanitari». Piazzola è capofila del progetto con 21 posti accoglienza a Presina, nella struttura dove c’è anche la moschea, altra questione che destò polemiche, poi spente vista l’esperienza positiva. «Abbiamo 8 famiglie e 13 singoli» ha spiegato la coordinatrice, Sara Campagnaro. «I rifugiati vengono da Stati africani: studiano italiano e svolgono tirocini che spesso portano a un’occupazione». L’idea del giornale è nata durante il corso di italiano. Ci sono gli insegnanti e i volontari del servizio civile, come Kevin Gerry Cafà. E gli operatori, come Aya Homsi: «Avere un giornale per chi viene da Paesi in guerra o sotto dittatura, è una conquista, un allenamento alla democrazia».

Paola Pilotto