Abano, il Metropole rischia di chiudere

Sbarrato l’accesso alla laterale di via Flacco, l’hotel non può rispettare le norme di sicurezza

ABANO TERME. Ora l’Hotel Metropole rischia di dover chiudere, almeno per qualche settimana, se non per qualche mese, la sua attività, in quanto la famiglia Bernabei ha deciso di chiudere e recintare la stradina, laterale di via Flacco, che nei primi due gradi di giudizio i giudici hanno affermato non essere pubblica, ma di proprietà della famiglia Bernabei che, al termine di quella via, ha la residenza. Manca davvero poco alla sentenza della Corte di Cassazione, ma i toni si accendono. Con gli 80 dipendenti della struttura di proprietà della famiglia Borile (che vanta una servitù di passaggio) e il Comune alla finestra.

«Abbiamo saputo per vie traverse», spiega Aldo Casagrande, direttore dell’Hotel Metropole, «che il 26 marzo è stata consegnato al Comune il provvedimento nel quale la famiglia Bernabei afferma di voler chiudere la stradina con una sbarra alzabile solo con telecomandi che saranno consegnati esclusivamente ai residenti. Allo stesso tempo la famiglia Bernabei vuole porre un muretto con una recinzione lungo tutta la via, andando così ad impedire non solo l’accesso, del quale non usufruiamo ormai da molto tempo, ma soprattutto le vie di fuga di cucine e stanze. Questo di fatto ci metterebbe in difficoltà con le normative di sicurezza e quindi, se da una parte potremmo rinunciare ad una porzione di camere, dall’altra non possiamo chiudere la cucina. Se ci recinteranno saremo costretti a chiudere l’albergo per chissà quanto tempo in attesa di trovare una soluzione alternativa».


«Abbiamo bisogno di tempo per trovarla», continua Casagrande, «e, se la Cassazione darà ragione ancora a Bernabei, siamo anche pronti ad abbattere la porzione di hotel collocata lungo la stradina (erano state costruite nei primi anni Novanta la cucina, la sala da pranzo e la lavanderia con autorizzazione comunale in condizioni di stradina pubblica). Ma ci devono dare dei mesi di tempo per creare l’alternativa e terminare i lavori. Lunedì sera siamo stati, i lavoratori ed io, in consiglio comunale a parlare con il sindaco facendogli presente che sono in ballo 80 posti di lavoro e che il Gruppo Borile ha sulle sue spalle 500 dipendenti».

A prendere posizione per la famiglia Bernabei è il legale, l’avvocato Diego Signor dello Studio Barel Malvestio. «La famiglia Bernabei è seria e attenderà la sentenza della Cassazione che arriverà a luglio (l’udienza è fissata per il 20 giugno, ndr)», spiega. «Solo dopo il parere dei giudici chiuderà la stradina e recinterà la zona. In ogni caso si muoverà in base a quanto diranno i giudici e lo stesso dovrà fare il Comune, valutando gli eventuali abusi rilevati. La famiglia Bernabei sta facendo valere un suo diritto, non veder più transitare mezzi appartenenti all’hotel nella sua stradina privata». «Noi abbiamo solo preso atto della Scia, la certificazione di inizio attività, che ci ha fatto pervenire Bernabei», il commento del sindaco Federico Barbierato. «Noi siamo spettatori della vicenda, sulla quale ora si esprimerà definitivamente la Cassazione».

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