Stop alle ricerche del corpo di Isabella

Omicidio Noventa. Il fratello Paolo: «Servirebbe un nuovo input, ma non ci arrendiamo: abbiamo ancora una carta»

Sarà a metà luglio la prima udienza del processo d’appello per l’omicidio di Isabella Noventa, la sfortunata impiegata di Albignasego, scomparsa (poi assassinata) la notte fra il 15 e il 16 gennaio 2016 e mai più ritrovata. Ma si tratterà di un’udienza-filtro: dopo la stesura del calendario, nuovo appuntamento a settembre per entrare nel merito e, in un paio di mesi al massimo, chiudere con la pronuncia di secondo grado. Sul banco degli imputati il terzetto diabolico già condannato per aver pianificato e messo a punto l’assassinio di Isabella, i fratelli Freddy e Debora Sorgato con l’amica veneziana Manuela Cacco, la tabaccaia di Camponogara che aveva raccontato (in parte) i retroscena del delitto, contribuendo a squarciare il velo di omertà sulla crudele fine della vittima. Un terzetto che sarà protagonista stasera di una docufiction di tre ore trasmessa in prima serata da Retequattro (Mediaset) nell’ambito del programma “Il terzo indizio” condotto da Barbara De Rossi.

Il mistero che resta. Non c’è un corpo. Eppure non vogliono rassegnarsi i familiari di Isabella Noventa. Ma è chiaro: salvo un nuovo e inaspettato indizio, non ci saranno più ricerche per trovare quel che resta della vittima, ex fidanzata di Freddy, odiata dalla sorella Debora e invisa dall’amante del camionista-ballerino, Manuela Cacco. È stata cercata ovunque, in acqua e sotto terra, all’interno di cisterne e di case abbandonate, nell’inceneritore e in bidoni dell’immondizia. Niente. «Non ci siamo arresi, nutriamo sempre qualche speranza pur consapevoli che, senza un nuovo input, non potranno esserci altre ricerche» ammette il fratello Paolo Noventa. «Però qualche speranza c’è anche se non posso anticipare nulla per non avvantaggiare gli imputati, una mossa strategica che mi riserverò di giocare nei prossimi mesi come ultima carta». Dai fratelli Sorgato, mai rivolte scuse alla famiglia Noventa. «Freddy ha sempre raccontato bugie e continua a farlo in carcere con la madre, l’ex fidanzata gli amici. Fandonie cui nemmeno loro credono. È uno psicopatico».


Risarcimenti. Intanto con la sentenza di condanna in primo grado (30 anni ai fratelli Sorgato, 16 anni e 10 mesi alla complice Cacco) è stata stabilita una provvisionale immediatamente esecutiva di quasi 900 mila euro a favore dei parenti. Nel febbraio 2017 il gup Tecla Cesaro aveva disposto, per quell’ammontare, il sequestro conservativo della villetta di Freddy a Noventa Padovana (palcoscenico del delitto) e delle quote della società la Maison srl (proprietaria di 4 appartamenti). Ora i legali di parte civile (gli avvocati Gian Mario Balduin e Stefania Lazzaro) hanno avviato la procedura per la conversione del sequetro in pignoramento.

Docufiction. Stasera appuntamento in tivù per il “giallo” tra film (la ricostruzione dell’omicidio), interviste ai protagonisti (il fratello Paolo voce narrante, la madre Ofelia Rampazzo, l’allora capo della Squadra mobile di Padova Giorgio Di Munno e Carla Comisso, l’amica di Isabella; il legale della famiglia Gian Mario Balduin e, per la difesa, il consulente tecnico informatico Luigi Nicotera). Il programma ripercorrerà la vicenda con attenzione agli atti del processo: a interpretare i protagonisti gli attori Denitza Diakovska (Isabella), il trevigiano Edoardo Rossi (Freddy), Alessia Donadio (Debora) e Angela Agostinetto (Manuela). La ricostruzione giornalistica è affidata a Francesca Carollo, mentre il programma è firmato da Sebastiana Cutugno, Giuseppe Cieri ed Elena Colombo.

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