Padova “shopping city”: in arrivo 5 nuovi iper

Ventimila metri quadri già autorizzati. Il piano bocciato libera tutti

PADOVA. Shopping city è sempre più vicina. La sentenza del Consiglio di Stato di mercoledì scorso certifica l’assalto della grande distribuzione al territorio padovano, ritenuto evidentemente molto redditizio. Non è un via libera incondizionato, ma certo ha un po’ spuntato le armi del Comune per mettere un freno alla costruzione di nuovi centri commerciali, ipermercati e grandi negozi.

L'area di via Venezia, vista dal satellite


Certo Palazzo Moroni ci ha messo del suo con il “madornale” errore di non far approvare un atto di pianificazione urbanistica all’organo deputato, cioè il consiglio comunale, mentre l’allora sindaco Bitonci optò solo per un passaggio in giunta (dove la maggioranza era più solida). Ma adesso, oltre ai 105 mila metri quadri di superficie di vendita già realizzati a Padova, se ne possono aggiungere molti altri ai 20 mila già autorizzati.

Il Piano del commercio bocciato dal Tar fissava in massimo14 localizzazioni per i grandi insediamenti commerciali. Per grandi strutture si intende negozi con una superficie di vendita superiore ai 2.500 metri quadri. Delle 14 individuate tre sono all’interno del centro storico, mentre le altre sono all’esterno.



Sempre sulle 14 strutture commerciali previste sono otto quelle già realizzate: tre all’interno del centro storico (si tratta di Coin, Rinascente e Ovs), una a Mortise (il centro La Corte) e altre quattro lungo l’asse di via Venezia e via San Marco (Ikea, il centro Padova Est, il Giotto e Brico Center). Per quanto riguarda le altre sei strutture previste, una è già interessata da permessi di costruzione i cui lavori sono stati iniziati e poi sospesi: è il centro della Numeria sgr dove c’è il laghetto di Padova Est. Un’altra è stata autorizzata poche settimane fa: il progetto Aspiag nell’area ex Stimamiglio, di fronte al Net Center. In fase di definizione, l’accordo dovrebbe essere firmato entro poche settimane, c’è l’arrivo di Leroy Merlin all’ex foro boario di corso Australia. Mentre per le altre 3 non sono in atto programmi operativi.

Sono già autorizzati anche un nuovo ipermercato in via Sarpi, sotto il nuovo cavalcavia Dalmazia, che farà capo al gruppo Rossetto. Così come dovrebbe realizzarsi in qualche mese l’approdo del gruppo tedesco Aldi con un supermercato nell’area ex Pilli-Idrotermici a Pontevigodarzere.

La bocciatura del Piano del commercio permette (in linea teorica, bisogna vedere se c’è ancora la sostenibilità economica) l’arrivo in via del Progresso di Conforama (brand francese di mobili low cost). Inoltre derogando il numero massimo di 14, le richieste di nuovi centri commerciali potrebbero arrivare da Acciaierie Venete per l’area tra via Maroncelli e via Friburgo, dalla società Porta Padova srl per una grande struttura di vendita al posto dei capannoni esistenti tra via Goldoni, via Friburgo, via Pescarotto e via Rismondo, e anche dalla Direzionale Est srl per completare il previsto trasferimento in via San Crispino del Decathlon.

Anche il supermercato Lando ha in programma uno spostamento, con l’utilizzo di alcuni capannoni adiacenti nell’area di corso Stati Uniti.

c.malfitano@mattinopadova.it
 

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