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Molesta e minaccia l’ex, condannato a 9 mesi

BOARA PISANI. Nove mesi con la sospensione condizionale. È la pena inflitta ad Adil El Ibrahymy, marocchino di 37 anni residente a Boara Pisani. L’uomo, difeso dall’avvocato Mauro Zebele del foro di...

BOARA PISANI. Nove mesi con la sospensione condizionale. È la pena inflitta ad Adil El Ibrahymy, marocchino di 37 anni residente a Boara Pisani. L’uomo, difeso dall’avvocato Mauro Zebele del foro di Padova e condannato dal Tribunale di Rovigo, secondo la ricostruzione dell’accusa si sarebbe reso responsabile di atti persecutori a carico di una donna italiana di 50 anni, con la quale aveva avuto una relazione che li aveva anche portati alla convivenza. Il pressing molesto del trentasettenne ...

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BOARA PISANI. Nove mesi con la sospensione condizionale. È la pena inflitta ad Adil El Ibrahymy, marocchino di 37 anni residente a Boara Pisani. L’uomo, difeso dall’avvocato Mauro Zebele del foro di Padova e condannato dal Tribunale di Rovigo, secondo la ricostruzione dell’accusa si sarebbe reso responsabile di atti persecutori a carico di una donna italiana di 50 anni, con la quale aveva avuto una relazione che li aveva anche portati alla convivenza. Il pressing molesto del trentasettenne era cominciato al momento della rottura della relazione. All’imputato sono stati contestati vari sms che avrebbe inviato, tra fine del 2013 e inizio del 2014, alla donna. Messaggi a volte offensivi, ma spesso anche semplicemente carichi di quel grande dolore che la fine di un rapporto affettivo porta con sé. Messaggi nei quali l’uomo lamentava di non riuscire più a dormire, di stare male, nei quali ricordava i momenti passati assieme e tutto quello che lo stesso uomo aveva fatto per aiutare la donna. A pesare, però, sono stati alcuni messaggi decisamente meno delicati e soprattutto una serie di episodi avvenuti fino a febbraio 2014. Il marocchino avrebbe proferito parole ingiuriose passando in bici vicino alla nuova casa della vittima, che comunque non si è costituita parte civile nel procedimento. Si era inoltre avvicinato ad amici e conoscenti dell’ex convivente, gettando discredito nei confronti della donna. In un’occasione – episodio tra i più gravi di quelli illustrati dall’accusa – aveva anche avvicinato un amico del figlio dell’ex compagna, dicendo che possedeva una pistola e aveva intenzione di uccidere gli amici della madre. Da qui la condanna a nove mesi.

Nicola Cesaro