Profughi al lavoro, la Mosco protesta

In venti gratis nei cimiteri, ma per la consigliera rubano il posto agli italiani

I venti richiedenti asilo hanno iniziato a lavorare volontariamente per il Comune nei cimiteri ed è scontro politico tra il centro-destra e l’amministrazione Giordani. Durante la presentazione dei migranti al cimitero Maggiore, con l’assessore alle politiche cimiteriali Francesca Benciolini, la consigliera Eleonora Mosco ha organizzato una protesta tra le tombe di Chiesanuova. «Siamo profondamente indignati», ha esordito la forzista, «ci sono italiani che hanno bisogno e vengono ignorati. Questa amministrazione ha fatto tagli importanti alle politiche attive del lavoro passando da 450 mila euro a 274 mila euro. E nel rendiconto di gestione ci sono 51 mila euro che non sono stati spesi e che si perderanno, mentre avrebbero potuto essere destinati ai bandi che Bitonci aveva dedicato ai lavoratori padovani». Con la consigliera Mosco anche Pietro Arioli, 72 anni, padre di un giovane disabile, pensionato che fa fatica ad arrivare a fine mese. «Come Pietro ci sono tanti padovani che hanno bisogno di aiuto», tuona la giovane esponente di Forza Italia, «ma questa amministrazione non garantisce uguali opportunità a tutti. Siamo di fronte ad una discriminazione sociale al contrario». «La consigliera Mosco sta facendo un gran minestrone», replica la Benciolini, «stiamo utilizzando i lavoratori socialmente utili con sollecitudine, ma i richiedenti asilo sono un progetto diverso che non prevede nessuna spesa per il Comune. È un protocollo che il Comune ha firmato con Prefettura, Confcooperative e sindacati, che si aggiunge ai lavoratori socialmente utili, ai nostri operai, agli appalti esterni e lo fanno come volontari, senza guadagnare. Dunque sono un presidio per i luoghi dedicati ai nostri cari, un aiuto concreto e una risposta di sicurezza». Ci pensa la collega Chiara Gallani a mettere i puntini burocratici sulle “i”: «Abbiamo già finanziato tre progetti lavoro, due dei quali saranno presentati la prossima settimana e il terzo subito dopo», scandisce. «Deve essere chiaro che non ci sono soldi persi o non utilizzati e nessun taglio». Il sindaco Giordani interviene con decisione: «Quelle della consigliera Mosco sono polemiche che offendono l’intelligenza dei padovani. Con la nostra amministrazione la gestione dei migranti è concreta, con Bitonci abbiamo assistito alla Prandina e al caos per speculare sull’insicurezza».(e.sci.)

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