Allarme profughi sul Giro d’Italia

Il sindaco di Agna a Edeco: «Spiegate loro di cosa si tratta, che non s’infilino in bici nella carovana»

AGNA. «Attenzione, passa il Giro d’Italia, avvisate i migranti». L’allerta viene dal sindaco Gianluca Piva in vista del transito della carovana rosa, per la prima volta sulle strade di Anguillara, Agna e Conetta. Strade frequentate, da due anni e mezzo a questa parte, anche dai migranti ospiti nelle ex basi di Bagnoli e di Cona. Giovani che si muovono a piedi, ma anche in bicicletta, e che potrebbero non sapere che venerdì 18 maggio il Giro passerà proprio da queste parti. Meglio dunque avvisarli, ha pensato Piva, che le strade del percorso saranno chiuse per due ore e, soprattutto, di fare attenzione a non sbucare fuori da stradine laterali proprio nel momento in cui sfrecceranno i ciclisti, le ammiraglie e tutte le moto al seguito. La prudenza non è mai troppa quindi, si è detto il sindaco, meglio avvisare. Così ha scritto un’altra lettera, l’ultima di una lunga serie, alla cooperativa Edeco, che si occupa della gestione dei due centri, e alle Prefetture di Padova e di Venezia. Stavolta non per lamentare qualche problema di sicurezza o di ordine pubblico, ma per invitare ad informare adeguatamente gli ospiti stranieri che il 18 maggio dalle 12 alle 14.30 circa le strade interessate del passaggio dei ciclisti saranno chiuse al traffico. «Come ho già segnalato più volte» argomenta Piva «spesso proprio gli ospiti dei due centri circolano lungo le strade provinciali senza rispettare le regole del codice della strada, costituendo un pericolo per loro e per gli altri. Visto che ci attende un evento straordinario come il Giro d’Italia, che per la prima volta nella sua storia passa da queste parti, non vorrei che qualcuno si facesse male. Quindi invito gli operatori a spiegare bene ai migranti di cosa si tratta, invitandoli a girare per le nostre strade prestando un po’ più di attenzione. In ogni caso il giorno del Giro perlustreremo più volte il percorso proprio per garantire a tutti la sicurezza».

Nicola Stievano


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