«L’isola ecologica è un pericolo»

Protesta in via Sandelli: «Al primo incidente chiederemo i danni ai progettisti»

CROCEFISSO. «Per realizzare l’isola ecologica è stato previsto un restringimento della carreggiata (in curva) da 8 metri a 6, 5 metri. Il pericolo per auto, moto e bici che usciranno da via Sandelli è evidente a tutti. A tal punto che il direttore del supermercato Alì è stato autorizzato dal patron Canella a raccogliere le firme di dissenso da parte della clientela».

A parlare è Francesco Bolognini, portavoce della protesta. Siamo nel rione Crocefisso, quartiere popolare dove sta sorgendo il progetto edilizio “Qui Abitare”: 18 mila metri quadrati, tra case e servizi, per un social housing che prevede, appunto, l’isola ecologica. Venerdì c’è stato un sopralluogo con i tecnici del Comune, presente anche il consigliere comunale Roberto Bettella; qualche giorno fa anche il vicesindaco Arturo Lorenzoni aveva fatto un personale controllo sul posto. Il risultato di queste ispezioni è stato positivo


«Abbiamo concordato alcune modifiche del tracciato» spiega Bolognini, «per limitare il più possibile il rischio d’invasione della carreggiata, ma non hanno alcuna intenzione di spostare l’isola ecologica che faranno proprio all’angolo tra via Comissario e via Sandelli. Il camion della spazzatura è evidentemente ingombrante, tanto da occupare completamente la visuale. Dunque quando si fermerà in via del Commissario, all’altezza della curva, se un “folle” (e non mancano mai sulla strada) dovesse decidere di superare il mezzo mentre scarica i cassonetti, sarà una barriera alla visibilità e il rischio d’incidente per una bici, un’altra auto, un pedone che uscirà da via Sandelli, sarà assicurato. Abbiamo chiesto di spostare l’isola a metà di via Sandelli, ma non hanno voluto ascoltarci».

La situazione è incandescente e Bolognini si accende: «Farò un accesso agli atti per sapere chi ha concesso i permessi senza suggerire le opportune modifiche e lo citeremo per concorso in colpa al primo incidente».

Tuttavia la replica di Maurizio Trabuio, che è una delle menti del progetto di social housing, è altrettanto decisa.

«Abbiamo rispettato tutte le norme possibili» replica Maurizio Trabuio come portavoce del Fondo che sta realizzando Qui Abitare Padova, «architettoniche, edilizie, ambientali, urbanistiche. Sono venuti tutti a verificare: dai vigili, all’Arpav, al vicesindaco Arturo Lorenzoni e non hanno trovato nemmeno una virgola fuori posto. Anche AcegasApsAmga non ha sollevato obiezioni. Malgrado tutto abbiamo aperto al dialogo, a tal punto che abbiamo rivisto la curvatura, proprio come chiedevano i residenti. Dunque questa protesta mi sembra davvero pretestuosa».

Elvira Scigliano

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