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Bambino s’incastra in un cassonetto dei vestiti usati

Attimi di paura di fronte all’ecocentro di Candiana, protagonista un ragazzino straniero di sette anni 

CANDIANA. Bambino incastrato in un cassonetto per la raccolta di vestiti usati. Attimi di paura l’altro giorno di fronte all’ecocentro di Candiana, dove un ragazzino straniero, di circa sette-otto anni, accompagnato da un adulto, si era introdotto in uno dei cassonetti gialli per recuperare dei vestiti.

Una volta entrato però non è stato più in grado di uscire e nemmeno la persona che era con lui era in grado di aiutarlo, finché un passante si è fermato. Dopo qualche tentativo il bambino è st ...

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CANDIANA. Bambino incastrato in un cassonetto per la raccolta di vestiti usati. Attimi di paura l’altro giorno di fronte all’ecocentro di Candiana, dove un ragazzino straniero, di circa sette-otto anni, accompagnato da un adulto, si era introdotto in uno dei cassonetti gialli per recuperare dei vestiti.

Una volta entrato però non è stato più in grado di uscire e nemmeno la persona che era con lui era in grado di aiutarlo, finché un passante si è fermato. Dopo qualche tentativo il bambino è stato liberato e i due si sono allontanati. «Per fortuna nessuno si è fatto male» racconta il vice sindaco Luca Manfrin «ma questo è solo l’ultimo episodio legato ai contenitori dei vestititi usati.

Li abbiamo già fatti spostare dalla piazza all’ecocentro proprio perché trovavamo sempre indumenti abbandonati a terra. Purtroppo manca una sorveglianza e diversi stranieri ne approfittano. Abbiamo già fatto presente alla cooperativa che questo sta diventando un problema e che pertanto sarebbe opportuno rimuovere una volta per tutte i contenitori. Verificheremo anche dalle telecamere di sorveglianza cosa è successo l’altro giorno, ma non possiamo rischiare che un simile episodio si ripeta o che qualcuno si faccia del male».

Giovedì scorso intanto era arrivata in municipio anche la segnalazione della presenza di nove roulotte e camper accampati in zona artigianale.

«Ho subito avvisato le forze dell’ordine» spiega Manfrin «ed eseguito un sopralluogo insieme ai carabinieri della radiomobile di Piove di Sacco. Abbiamo spiegato che quello non era un posto adatto per accamparsi, perché si tratta di un’area privata oltretutto non attrezzata per la sosta di camper o roulotte. Non è stato necessario emettere l’ordinanza di sgombero perché a quel punto il gruppo ha deciso di ripartire, alla volta del Veneziano».