Ambientalisti contro il Comune per una morìa di girini

VEGGIANO. Gli ambientalisti tornano sul piede di guerra contro il Comune di Veggiano, nuovamente insensibile a loro dire dinanzi alle questioni ecologiche. La denuncia arriva da Michele Favaron,...

VEGGIANO. Gli ambientalisti tornano sul piede di guerra contro il Comune di Veggiano, nuovamente insensibile a loro dire dinanzi alle questioni ecologiche. La denuncia arriva da Michele Favaron, attivista dell’Enpa e dell’associazione ambientalista Gruppo d’intervento giuridico onlus: «Il 20 aprile scorso ho segnalato al comune di Veggiano la presenza di migliaia di girini di rospo smeraldino e di rane verdi che si trovavano dentro un fossato quasi secco di via Sant’Eurasia a Santa Maria di Veggiano e quindi condannati a morire senza un intervento per rabboccare il corso d’acqua date le previsioni meteorologiche che non prevedevano pioggia. Alla mia segnalazione però non è arrivata nessuna risposta e ad oggi il fossato si è completamente seccato e i girini sono tutti morti. Il rospo smeraldino e le rane verdi sono specie protette da leggi regionali e dalla Convenzione di Berna e purtroppo negli ultimi anni si sta registrando un forte calo di questi animali per colpa di una natura sempre più manomessa dall’uomo che ne impedisce un habitat sereno. Certo, il Comune non aveva nessun obbligo normativo nell’intervenire ma si tratta di un’occasione mancata per dimostrarsi veramente un’amministrazione “ecologista” non solo nelle parole ma anche nei fatti. Sarebbe bastato un rapido intervento dei vigili del fuoco come già è avvenuto anche in passato in altri luoghi della provincia, come ad esempio a Cinto Euganeo sui colli dove sono intervenuti per rabboccare lo stagno Cava Bomba salvando girini che sennò sarebbero stati condannati alla morte». «Che i cittadini vigilino sulle questioni ambientali mi fa sicuramente piacere» risponde il sindaco Simone Marzari. «Purtroppo però per un ente pubblico come il nostro è davvero impossibile seguire anche queste questioni, ci sono degli oggettivi limiti di capacità e inoltre c’è poi una natura che ha un suo ciclo. Mi dispiace non aver risposto alla segnalazione di Favaron, però altri suoi interventi come ad esempio quello sulle potature, a suo dire selvagge ed illegali, di alberi del marzo dell’anno scorso si sono rivelate sbagliate ed ora gli alberi stanno benissimo e non sono morti come aveva previsto lui. In ogni caso sono aperto al dialogo con tutti ma per il futuro sarebbe il caso di fare un minor numero di segnalazioni ma magari più efficaci e certe». (l. p.)

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