Risparmiatori traditi ora le associazioni si ritrovano divise

SAN GIORGIO IN BOSCO. Risparmiatori traditi da Veneto Banca e Popolare di Vicenza: in attesa del via libera definitivo al fondo che dovrebbe consentire almeno una parte di ristoro, si accende la...

SAN GIORGIO IN BOSCO. Risparmiatori traditi da Veneto Banca e Popolare di Vicenza: in attesa del via libera definitivo al fondo che dovrebbe consentire almeno una parte di ristoro, si accende la querelle tra due associazioni di risparmiatori. Il casus belli è esploso dopo che l’associazione tombolana Ezzelino III da Onara ha promosso per stasera un incontro in sala Fallaci a San Giorgio in Bosco: dalle 19 alle 22, a fronte di un bonifico di 350 euro, «verranno consegnati i codici di priorità al progetto Fondo di ristoro finanziario Risparmio Tradito Elimina Paletti», questa la comunicazione del presidente Patrizio Miatello. Contro il quale si scaglia Andrea Arman del coordinamento “don Enrico Torta”: «La legge istitutiva del cosiddetto “Fondo di Ristoro per i Risparmiatori” non è operativa e nessuno ha la facoltà o il potere di raccogliere preadesioni a quel fondo». Arman invita i risparmiatori a non fare confusione: «Se pagate 350 euro non avete nessuna priorità sulla distribuzione. Quanto viene proposto da Ezzelino III da Onara è una cosa diversa: è solo un progetto di quella associazione che nulla ha a che fare con la possibilità di ottenere in via prioritaria un ristoro dallo Stato». La replica dell’associazione di Onara viene affidata a Loris Mazzon: «I 350 euro vanno a sostenere il progetto dell'associazione per sensibilizzare la classe politica a istituire un fondo senza paletti di sorta, Miatello è a Roma in questi giorni proprio per questo e abbiamo avuto rassicurazioni dal sottosegretario Baretta: tutti i danneggiati da Veneto Banca e Popolare di Vicenza potranno accedervi. Nel momento in cui verranno presentate dalla nostra associazione - insieme alle altre, siamo una decina - le richieste di risarcimento, allora noi procederemo in ordine cronologico e la quota è uguale per tutti, quindi chi dovesse offrire duemila euro non potrà scavalcare chi è arrivato prima. Si tratta di una misura di massima trasparenza», scandisce Mazzon, che va all’attacco: «Questo risarcimento toglie un sacco di lavoro agli avvocati». A gettare acqua sul fuoco arriva l’assessore locale Fabio Miotti: «Vigilo perché tutto si svolga nella legalità. E invito a finirla con le polemiche».

Silvia Bergamin


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