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Maltrattamenti all’asilo il giudice rinvia al 21 maggio

BOARA PISANI. Urla, botte sui seggioloni, lanci di asciugamani, rimproveri che avrebbero spaventato fortemente i piccoli. In un caso un bimbo sarebbe stato costretto a mangiare il cibo che era...

BOARA PISANI. Urla, botte sui seggioloni, lanci di asciugamani, rimproveri che avrebbero spaventato fortemente i piccoli. In un caso un bimbo sarebbe stato costretto a mangiare il cibo che era caduto a terra. Un clima di terrore, che avrebbe provato fortemente alcuni dei bimbi – all’epoca dei fatti, il 2015 – iscritti all’asilo nido Peter Pan di Ficarolo (Rovigo). Questa l’ipotesi alla base dell’indagine condotta dalla squadra mobile della Questura di Rovigo, guidata dal vicequestore aggiun ...

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BOARA PISANI. Urla, botte sui seggioloni, lanci di asciugamani, rimproveri che avrebbero spaventato fortemente i piccoli. In un caso un bimbo sarebbe stato costretto a mangiare il cibo che era caduto a terra. Un clima di terrore, che avrebbe provato fortemente alcuni dei bimbi – all’epoca dei fatti, il 2015 – iscritti all’asilo nido Peter Pan di Ficarolo (Rovigo). Questa l’ipotesi alla base dell’indagine condotta dalla squadra mobile della Questura di Rovigo, guidata dal vicequestore aggiunto Bruno Zito. Al centro dell’indagine erano finite una collaboratrice scolastica di 36 anni di Bondeno e due maestre, una sessantenne di Ficarolo e una ventisettenne di Boara Pisani, le cui iniziali sono A.C. L’ipotesi di reato per la quale si procede è quella di maltrattamenti. Non tanto fisici, come potrebbero essere schiaffi o percosse, ma piuttosto legati al clima che si sarebbe instaurato all’interno dell’asilo nido.

L’udienza preliminare si era svolta tra ottobre e novembre, alla luce della decisione del giudice di disporre anche un incidente probatorio, ossia una consulenza in forma garantita su tre piccoli che sarebbero vittima dei maltrattamenti. Scopo di questo passaggio: capire se e quali conseguenze possano avere riportato dai presunti maltrattamenti. Nella mattinata di lunedì si è tenuta a Rovigo l’udienza filtro, di fronte al giudice Nicoletta Stefanutti. Si tratta del primo passaggio formale di fronte al giudice del dibattimento. È arrivato un rinvio al prossimo 21 maggio. L’udienza è stata comunque densa di argomentazioni sollevate dalle difese, con gli avvocati Valentina Verde di Rovigo e Alberto Poncina di Venezia. In particolare, sono state poste questioni rilevanti sulla formazione e sulla utilizzabilità delle intercettazioni ambientali che sono alla base dell’indagine, ma anche sulle modalità di conduzione dello stesso incidente probatorio. Argomentazioni complesse, per le quali il giudice ha ravvisato la necessità di farsi produrre tutta la documentazione necessaria e procedere al suo esame. Da qui il rinvio al 21 maggio. Presente in aula anche l’avvocato Ivan Agnesini, di Rovigo, che rappresenta la parte civile, in questo caso cinque famiglie i cui figli avrebbero subito parte dei comportamenti descritti nel capo di imputazione. Prenderà parte al procedimento, affiancando l’accusa e domandando un risarcimento a carico degli imputati.