«Veleni dalla Cementeria» stop a produzioni inquinanti

Vietato l’impiego nella lavorazione industriale di miscele di ceneri ricavate da rifiuti Lunghi attende per oggi il verdetto dell’Usl sulla pericolosità per le scuole della zona

MONSELICE. Stop all’utilizzo del famigerato “prodotto a base di marna” all’interno della cementeria. Come era stato preannunciato, il sindaco Francesco Lunghi ha firmato ieri mattina l’ordinanza per interrompere l’impiego di questa sostanza nel processo produttivo dell’impianto di via Solana. Dopo la decisione di non far uscire in cortile gli alunni delle scuole Cini e Tortorini durante la ricreazione, assunta nei giorni scorsi, questo provvedimento è la prima conseguenza concreta legata alla pubblicazione dei risultati del monitoraggio preliminare Arpav dei suoli del territorio tra Este e Monselice interessato dalla presenza di cementifici.

Il testo ricapitola le varie tappe della vicenda, partendo dallo studio effettuato a novembre su una gallina del monte Ricco grazie all’iniziativa degli ambientalisti locali ed elencando le successive verifiche svolte fino alle analisi eseguite sui campioni di terreno prelevati il 24 gennaio nei pressi della scuola Cini a Monselice. Analisi che hanno evidenziato «la presenza di idrocarburi policiclici aromatici, diossine e furani in misura superiore al livello di contaminazione» e «la presenza di Pcb in misura ancora maggiore» rispetto ai test di novembre.


Nell’ordinanza si sottolinea che le aree dove sono stati effettuati tutti i prelievi «sono direttamente interessate dalle emissioni convogliate dai venti prevalenti, provenienti dall’unico grande impianto industriale collocato nelle immediate vicinanze, la cementeria di Monselice». Per questo motivo, e dal momento che le varie indagini eseguite anche in zone del monte Ricco distanti tra loro hanno trovato tracce di sostanze della medesima tipologia, sebbene in quantità diverse, si ipotizza che «gli inquinanti rilevati derivino da una stessa fonte emissiva e che questa sia lo stabilimento della cementeria di Monselice». Il “prodotto a base di marna” viene vietato perché «la scheda tecnica di tale prodotto, pur classificato “non rifiuto”, attesta la presenza nel medesimo di una percentuale di composti potenzialmente tossici di importante entità» e perché l’uso del prodotto stesso «non è autorizzato dall’Aia rilasciata alla cementeria di Monselice». Quindi, in attesa della ridiscussione dell’autorizzazione integrata ambientale, già chiesta dal Comune alla Provincia a febbraio, si informa dell’avvio di un procedimento volto a fermare l’impiego della sostanza.

La cementeria (il provvedimento non interrompe l’attività produttiva dell’impianto) potrà presentare eventuali osservazioni entro 10 giorni, ma intanto con questa ordinanza il sindaco impone già in via cautelare la sospensione dell’uso del “prodotto a base di marna” o di elementi simili. «Una prima importante vittoria», commenta Francesco Miazzi, leader del movimento civico Cambiamo Aria, «il segno che tutti ormai hanno preso coscienza della gravità del problema».

Dopo la riunione di ieri con i responsabili del dipartimento di Prevenzione, invece, oggi, secondo quanto comunicato da Lunghi, l’Usl dovrebbe rispondere su un’altra questione cruciale, stabilendo se c’è un rischio per la salute dei bambini del Cini e del Tortorini. L’idea del primo cittadino è quella di procedere con urgenza al trasferimento degli alunni «qualora esista un pericolo, anche minimo». In questo caso la destinazione più probabile ad oggi è rappresentata dall’ex ospedale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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