Un’idrovora anti-alluvione per salvare via S. Antonio

La giunta di Rubano ha approvato il progetto del Consorzio di bonifica Brenta L’opera costerà 114 mila euro ed eviterà l’allagamento di molte aziende private

RUBANO. Via Sant’Antonio a Rubano non dovrebbe più finire sott’acqua: la giunta comunale ha approvato lo studio di fattibilità che il consorzio di bonifica Brenta ha elaborato per realizzare un’idrovora e salvare così dagli allagamenti la strada, in cui hanno sede numerose aziende.

Tutte allagate quando Sarmeola venne devastata dall’alluvione del febbraio di quattro anni fa. «Subito dopo quella terribile alluvione, avevamo ottenuto dallo Stato una deroga al patto di stabilità per il potenziamento dell’idrovora di Brentelle» illustra il sindaco Sabrina Doni, «per la quale stanziammo 450 mila euro e che avrebbe messo in sicurezza il nostro territorio, come quello di Selvazzano e Padova. Siccome alla fine i lavori costarono meno, abbiamo avanzato 114 mila euro, che possiamo spendere a patto di destinarli a opere di salvaguardia idraulica».


L’amministrazione ha passato in rassegna quindi il Piano delle acque, aggiornato nel 2016, che fotografa la situazione del territorio di Sarmeola compreso tra via Galilei, la regionale 11, via Ceresina e lo scolo Mestrina, evidenziandone le criticità. Dallo studio è emersa che l’opera più urgente e il cui costo poteva rientrare nei budget a disposizione, era la posa di una idrovora per salvare via Sant’Antonio. Una pompa che passerebbe l’acqua dallo scolo Mestrina al Lazzaretto nel caso in cui i corsi d’acqua presenti nella zona (la Storta vecchia che fa confine con Selvazzano, il Giarina che passa accanto al maglificio Gi. Ci. Pi. , il Mestrina) fossero talmente pieni da non ricevere ulteriore acqua piovana, che finirebbe quindi con lo stagnare in via Sant’Antonio, con le possibili conseguenze disastrose di quattro anni fa.

In quell’occasione si salvarono solo il supermercato e l’azienda che erano posti all’inizio della strada, mentre tutte le altre attività si trovarono fino a mezzo metro d’acqua all’interno dei capannoni e subirono pesantissimi danni, insieme ai negozi di viale della Provvidenza dall’altro lato della regionale 11. Alla fine furono 35 le attività produttive danneggiate in quell’occasione. «Con il consorzio di bonifica Brenta studieremo dove sarà più corretto posizionare la nuova pompa idrovora» prosegue il sindaco Doni, «il cui funzionamento sarà gestito dal consorzio stesso, che in base alle condizioni dei livelli di acqua, deciderà se e quando metterla in funzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Tamberi medagliato: "Cari padovani, cari veneti, un pezzetto è anche vostro"

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi