Diossine, oggi l’Usl stabilisce il rischio

Il Comune attende indicazioni: trasferimento immediato se c’è pericolo per gli studenti. Prima ordinanza anti-cementeria

MONSELICE. Resta forte in città l’attenzione sulla questione dell’inquinamento riscontrato nella zona del Monte Ricco. A tenere banco è soprattutto il capitolo legato alla possibilità di spostare in altra sede l’attività della scuola primaria Giorgio Cini e della materna Tortorini. «Ho parlato con il direttore generale dell’Usl. Domani (oggi, ndr) avrà un incontro con i responsabili del dipartimento di Prevenzione, in seguito al quale mi verrà comunicato se c’è un rischio per la salute dei bambini» afferma il sindaco Francesco Lunghi «Io ovviamente sono dell’idea che qualora esista un pericolo, anche minimo, si debba procedere al trasferimento».

Nel caso in cui si imbocchi questa strada, l’intenzione del primo cittadino sarebbe quella di far partire il trasloco prima della fine dell’anno scolastico. «La soluzione più praticabile è quella dell’ex ospedale: lo spazio è grande abbastanza per accogliere tutti gli alunni ed essendo a norma non richiede interventi particolari» sostiene Lunghi «Una volta ottenuta l’autorizzazione della Regione, basterebbe una decina di giorni per portare lì le due scuole». Da valutare però quanto sia facile e rapido trasformare in aule scolastiche e laboratori una struttura ospedaliera, sia pure in buone condizioni.


Il sindaco ritiene poi fondamentale ridiscutere con urgenza l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) che consente alla cementeria di lavorare (peraltro all’interno del Parco Colli Euganei pur trattandosi di un’attività giudicata incompatibile dallo stesso Piano ambientale del Parco) e annuncia che verrà siglato un accordo con Ispra per eseguire ulteriori approfondimenti. Annuncia poi per il prossimo mese dei carotaggi sul Monte Ricco per capire il tipo di bonifica da fare.

Lo spostamento delle scuole è una priorità per Andrea Bernardini, consigliere del Movimento Cinque Stelle e membro della commissione cementeria: «Si tratta di un passo necessario per salvaguardare la salute dei bambini e servirà anche a dare un segnale forte alle istituzioni. I dati attualmente a disposizione sono già sufficienti a dipingere un quadro allarmante della situazione. Ben vengano in futuro nuove indagini per accertare l’estensione del fenomeno. Adesso però dobbiamo affrontare l’emergenza. Stiamo coinvolgendo i nostri consiglieri regionali e qualche parlamentare: il Comune di Monselice non può essere lasciato solo a gestire questa patata bollente».

Intanto è attesa per oggi la firma dell’ordinanza per l’avvio di procedimento per l’adozione del divieto di utilizzo del “prodotto a base di marna”. La cementeria potrà presentare le sue eventuali osservazioni, ma intanto dovrà smettere con effetto immediato di adoperare la sostanza, che è costituita da una miscela di ceneri provenienti da incenerimento di rifiuti solidi urbani.

La questione inquinamento sul Monte Ricco è stata sollevata lo scorso novembre dagli ambientalisti locali: uno studio aveva rilevato importanti quantità di diossine, furani e pcb in una gallina cresciuta nella zona, cosa che aveva fatto avviare una serie di verifiche. L’allarme vero e proprio è scattato dopo la pubblicazione nei giorni scorsi dei risultati del monitoraggio preliminare Arpav dei suoli del territorio tra Este e Monselice interessato dalla presenza di cementifici. L’indagine ha fatto emergere in alcuni campioni prelevati a ridosso del Monte Ricco a Monselice valori anomali di diossina, benzo-pirene e benzo-pirilene.

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