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Arso vivo, lo strazio dei familiari

Moglie e figlia ieri dai carabinieri, atteso in giornata il nullaosta alla sepoltura

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VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO. Ultimo atto delle indagini sulla morte di Galileo Contin, l’84enne di Villanova morto in ospedale a Padova 20 giorni dopo esseersi gravemente ustionato in casa. La moglie e la figlia, la consigliera comunale Michela Contin, si sono presentate ieri mattina alla stazione dei carabinieri di Pionca per verbalizzare la loro deposizione sul tragico incidente domestico: «Gli atti sono stati inviati in giornata alla Procura di Padova», conferma Michela Contin, «perciò credo che oggi il magistrato darà il nullaosta per celebrare il funerale di papà».

Il 27 marzo il pensionato, mentre accendeva il fuoco in casa, era stato improvvisamente avvolto dalle fiamme. A soccorrerlo la moglie, infermiera in pensione che, resasi subito conto della gravità della situazione, prima aveva gettato dell’acqua sulle fiamme, poi aveva tolto i vestiti al marito tagliandoli. I due anziani, soli in casa, erano stati soccorsi dai vicini che avevano prontamente chiamato il 118. Sul posto erano arrivati un’ambulanza e l’elisoccorso, che aveva trasportato Galileo Contin al Centro grandi ustionati dell’ospedale di Padova. «Una maledetta fatalità», sospira la figlia, «che papà ha pagato cara». Le ustioni coprivano gran parte del corpo: l’uomo non si è più ripreso e dopo quasi tre settimane di agonia, domenica alle 15, è spirato in ospedale.

«Purtroppo è successo quello che i medici ci avevano anticipato. Le lesioni erano particolarmente importanti ed estese, gli organi vitali non hanno retto a causa della gravità delle bruciature», continua Michela. «Considerata l’età avanzata e i problemi cardiaci di papà, non c’erano le condizioni minime per procedere con un intervento e il decorso non ha più concesso alcuna speranza».

Galileo lascia la moglie, due figli e due nipoti che gli erano molto affezionati: «Io e la mia famiglia ringraziamo il personale medico e infermieristico per la professionalità e per l’umanità nello stare vicini a papà», conclude Michela Contin, «e il comandate della stazione dei Carabinieri di Pionca Massimo Andreozzi per la sensibilità dimostrata nei confronti della mamma nel momento, ieri per lei così difficile, della deposizione».

Martina Mazzaro

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