Verdi e Pollini hanno 1.300 posti per i disabili soltanto quattro

L’Orchestra di Padova e del Veneto propone per il 21 aprile un concerto inclusivo, senza poltrone Si svolgerà all’auditorium del Centro congressi Luciani, il messaggio: la musica sia patrimonio di tutti

Al Verdi e al Pollini non c’è spazio per i disabili. E allora tutti all’auditorium del Centro congressi “Albino Luciani” per ascoltare Rossini e Beethoven in uno spazio senza poltrone, capace di favorire la partecipazione di tutti, anche di persone con disabilità motoria. È la proposta che l’Orchestra di Padova e del Veneto ha messo a punto in occasione della Maratona di Padova 2018. Il giorno prima, sabato 21 aprile, alle 17. 30, nell’auditorium di via Focellini 170, l’orchestra della città, guidata dal direttore musicale e artistico Marco Angius, proporrà l’Ouverture dall’opera La Cenerentola di Gioachino Rossini e la Sinfonia n. 7 di Ludwig van Beethoven, in un inedito “concerto inclusivo”.

Un progetto nato dalla convinzione che la partecipazione di tutti agli eventi culturali e artistici della città sia fondamentale per la crescita delle persone e per la costruzione di una società che voglia considerarsi inclusiva. E a denunciare la mancanza di ambiti è proprio il vicepresidente della Fondazione Opv, Paolo Giaretta: «Gli spazi nei quali l’orchestra si esibisce abitualmente, come l’auditorium Pollini o il Teatro Verdi di Padova ammettono la partecipazione al massimo di 2 persone con disabilità motoria, a fronte di 600 o 700 posti disponibili. Stiamo parlando dello 0,3% e dello 0,4% della capienza totale. Con il concerto inclusivo, collegato alla Maratona di Padova, abbiamo voluto sottolineare la necessità di ripensare i luoghi della cultura per fare in modo che la musica classica, e più in generale lo spettacolo dal vivo, possano davvero essere patrimonio di tutti».


«Con il concerto del 21 aprile vogliamo tentare di dare una risposta ad una domanda sempre più attuale e urgente: qual è il ruolo di un musicista nella società di oggi? E, di conseguenza, quale dev’essere il ruolo di un’orchestra?», ha aggiunto Marco Angius. «Non si può fare musica solo con la musica, e allo stesso modo penso non si possa fare cultura solo con la cultura, bisogna coinvolgere anche la società. Interagire con le sfere del sociale, dello sport, dell’ambiente è oggi prioritario per noi».

Il biglietto avrà un costo simbolico di 1 euro, ma ciò che conta è il messaggio che attraverso l’iniziativa si vuole inviare. Anche per questo saranno moltissimi i partner, dal Bo, ad Assindustria Sport, Promex, Fondazione Antonveneta, Invictus, Comitato Italiano Paralimpico, fino alla Regione, ai quali si sono aggiunti due testimonial d’eccezione, ovvero i campioni paralimpici padovani di scherma e nuoto, Marta Nocent e Francesco Bettella.

Luca Preziusi

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