Calo delle domande per le materne Ecco gli ammessi

Arrivate 372 richieste: il 43% riguarda famiglie straniere Nonostante la flessione 77 bambino restano il lista d’attesa

ARCELLA. Le domande presentate dai genitori per iscrivere i propri figli alle dieci scuole materne comunali (in tutto 900 bambini dai 3 ai 5 anni), sono state 372. I posti disponibili sono 295. Quindi sono rimasti in lista d’attesa 77 bambini. In pratica, in relazione all’anno scolastico 2018-2019, è stato accolto il 79,30% delle domande. Tra le domande, 161 sono pervenute da famiglie straniere, il 43. 28%. Rispetto all’anno scorso sono arrivate negli uffici dei Servizi Scolastici, in via Raggio di Sole, 50 domande in meno, un dato da mettere in relazione al calo delle nascite, anche nelle famiglie degli immigrati. Quest’anno nel Comune di Padova i bambini da 3 a 5 anni sono 5.044, mentre nel 2020 saranno 4.662. Tutti i genitori, i cui figli sono entrati in graduatoria delle singole scuole, devono presentarsi allo sportello dei Servizi Scolastici di via Raggio di Sole entro il 20 aprile: chi non lo farà rischierà di perdere il posto a favore dei genitori rimasti in lista d’attesa.

Come capita ogni anno, le scuole dell’infanzia gestite dal Comune - naturalmente con il servizio di mensa interna affidato alla Dusmann Service - con più bambini stranieri (anche se poi sono quasi tutti nati in Italia, sono quelle dell’Arcella. Alcuni esempi. San Lorenzo da Brindisi, nel rione omonimo, a fianco della primaria Salvo D’Acquisto: su 50 domande sono stati ammessi 46 bambini, dei quali il 60% sono figli di stranieri. Bruno Munari, a San Bellino: su 57 domande ne sono state accettate 23. Metà italiani e metà stranieri. Luigi Gui, alla Sacra Famiglia, invece, presenta 49 domande e 43 ammessi. Pochi i figli d’immigrati. Sant’Osvaldo: su 36 posti disponibili sono arrivate solo 26 richieste. Mago di Oz, in via Duprè, a San Carlo: 36 domande e 24 accettate in base alla disponibilità e i figli d’immigrati rappresentano ilo 60%. In pratica nelle scuole materne comunali si sono registrate, complessivamente, meno domande e ci sono meno bambini immigrati perché anche le famiglie straniere, da tre anni a questa parte, fanno meno figli. I dati dell’Arcella, poi, devono essere messi in relazione al boom di residenti nel quartiere più grande della città (40 mila abitanti e 32% di stranieri a fine 2017).


Felice Paduano

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