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Processo per le botte, lei è all’Isola

Francesca Cipriani ha portato in tribunale l’ex, il tronista Marco Pavanello, per una lite avvenuta a Saletto

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BORGO VENETO. Difficilmente, ieri mattina, poteva trovarsi in aula visto che al momento ad impegnarla ci sono l’Honduras e “L’Isola dei Famosi”. Così come impossibile è stato per lei ricevere la notifica dei carabinieri di Rovigo a comparire in aula come persona offesa. Si è comunque celebrata ieri, nel capoluogo polesano, l’udienza che vede protagonista Francesca Cipriani, procace trentatreenne pescarese, attualmente protagonista del piccolo schermo con il reality di Canale 5.

L’ex “pupa” ha trascinato in tribunale Marco Pavanello, imprenditore atestino di 32 anni e già corteggiatore a “Uomini e Donne”, altra nota trasmissione Mediaset condotta da Maria De Filippi. L’accusa, per il giovane di Este, è di stalking nei confronti della Cipriani. A scatenare la bagarre giudiziaria è stato l’episodio avvenuto il 22 aprile 2014, giorno di Pasqua, a Saletto di Borgo Veneto.

Pavanello e la Cipriani vivevano in un appartamento del centro paesano e in quel giorno una burrascosa lite era finita in zuffa. «Marco voleva uccidermi e se non mi fossi liberata con la forza forse ci sarebbe anche riuscito», aveva denunciato lei dopo essere fuggita dal compagno ed essersi ritrovata in baby-doll nel piazzale di un ristorante, “Il Trono”, sotto gli occhi di almeno settanta persone. A scatenare il litigio era stata la gelosia dell’ex concorrente di “Grande Fratello” e “La Pupa e il Secchione” che, scoperti alcuni messaggi compromettenti aveva incalzato il fidanzato, accusato poi di aver alzato le mani in preda alla rabbia.

La Cipriani si era anche fatta refertare in ospedale: per lei 10 giorni di prognosi e foto delle contusioni diffuse in tutti i rotocalchi nazionali. Dopo questo episodio i due si erano separati ma – almeno secondo l’accusa formulata dal pm Davide Nalin - il giovane atestino sarebbe diventato insistente verso la donna. Messaggini e appostamenti. Persino a Palermo dove la Cipriani era andata a fare una comparsata. Pavanello, difeso in tribunale a Rovigo dall’avvocato Alberto Di Mauro, sostiene che quel 22 aprile del 2014 lei cadde dalle scale autonomamente. E che aveva continuato a sentirla perché comunque i due lavoravano nella stessa agenzia.

Ieri mattina davanti al giudice Laura Contini sono stati ascoltati due testimoni: Giovanna Rigato, un‘amica della Cipriani, ex gieffina di Vittorio Veneto, implicata nel processo “Ruby rubacuori” , e il fratello della Rigato. La prima ha riferito di essere stata chiamata dalla Cipriani quando era ancora in pronto soccorso a Este. La ragazza chiedeva un ricovero perché era stata picchiata dal fidanzato e cercava un riparo per quei giorni. Era stato il fratello a scortarla fino a Vittorio Veneto. Nel bagno della casa dell’amica, poi, la Cipriani aveva scattato le foto con i lividi. Il fratello, invece, ha riferito del rapporto turbolento tra i due, tuttavia senza portare esperienze dirette ma racconti della stessa Cipriani, che non si è costituita parte civile. L’udienza è stata aggiornata al 23 novembre dal giudice Laura Contini. In quell’occasione dovrebbe testimoniare lo stesso Pavanello. Per quella data Francesca Cipriani dovrebbe essere in Italia, a disposizione della magistratura.

Nicola Cesaro

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