Delitto quasi perfetto svelato dall’autopsia

Una puntura di etilcarbammato noto come uretano, un diserbante “ingrediente” nella preparazione di pesticidi che da tempo non compra (né cerca) più nessuno. Ecco perché furono necessari quasi 1.100...

Una puntura di etilcarbammato noto come uretano, un diserbante “ingrediente” nella preparazione di pesticidi che da tempo non compra (né cerca) più nessuno. Ecco perché furono necessari quasi 1.100 esami eseguiti dal professor Santo Davide Ferrara (nella foto) – il tossicologo all’epoca dei fatti consulente del pm Orietta Canova titolare dell’inchiesta – per scoprire la sostanza venefica. E smascherare l’assassino di Elena Fioroni, assassinata nella notte tra l’otto eil 9 febbraio 2006 nella sua villetta di Voltabarozzo dal marito Gian Luca Cappuzzo dal quale si stava separando. Fu la tempestività dell’autopsia a dare un volto all’omicida, evitando il delitto perfetto, e a renderlo un caso unico, mai segnalato, al punto da meritare un posto di primo piano nella letteratura scientifica internazionale. L’etilcarbammato (scoperto da Gian Luca Cappuzzo via Internet) ha una caratteristica: la volatilità. Agisce, uccide e sparisce trasformandosi per il 95 per cento in anidride carbonica ed etanolo. In quel processo di poche ore, gonfia come un pallone il corpo umano appena soppresso, che torna a recuperare le sembianze originarie in una fase successiva.

Un processo avvenuto durante l’autopsia che aveva fatto subito comprendere al professor Davide Ferrara come si trattasse di un omicidio. (cri.gen.)


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