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A Cittadella il record di imprese seguono Vigonza e Albignasego

CITTADELLA. Reddito vuol dire lavoro, lavoro significa imprese che lo forniscono. E dove sono dislocati gli insediamenti produttivi, si contano, infatti, i redditi più elevati. I dati elaborati dalla...

CITTADELLA. Reddito vuol dire lavoro, lavoro significa imprese che lo forniscono. E dove sono dislocati gli insediamenti produttivi, si contano, infatti, i redditi più elevati. I dati elaborati dalla Camera di Commercio di Padova, su cifre fornite da Infocamere, al 31 dicembre del 2016 registravano in Cittadella il Comune in cui ne è dislocato il numero maggiore, 2.646 nel totale dei settori. E scorrendo la classifica è indubbio che dove ci siano imprese, si registrino anche i redditi maggio ...

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CITTADELLA. Reddito vuol dire lavoro, lavoro significa imprese che lo forniscono. E dove sono dislocati gli insediamenti produttivi, si contano, infatti, i redditi più elevati. I dati elaborati dalla Camera di Commercio di Padova, su cifre fornite da Infocamere, al 31 dicembre del 2016 registravano in Cittadella il Comune in cui ne è dislocato il numero maggiore, 2.646 nel totale dei settori. E scorrendo la classifica è indubbio che dove ci siano imprese, si registrino anche i redditi maggiori, poiché spesso le aziende impiegano addetti locali o comunque che risiedono nelle vicinanze. La panoramica dei primi venti Comuni per numero di insediamenti produttivi, dopo Cittadella, vede riconosciuto il podio a Vigonza (2.554) e Albignasego (2.549), seguiti da Piove di Sacco (2.538), Monselice (2.317), Abano (2.239), Este (2.107), Rubano (2.057) e Selvazzano (2.024). Sotto le duemila imprese si collocano Campodarsego (1.756), Limena (1.543), San Martino di Lupari (1.495), Cadoneghe (1.449), Camposampiero (1.442), Montegrotto (1.405), Ponte San Nicolò (1.386), Noventa (1.378), Trebaseleghe (1.361) e Conselve (1.273). Agli ultimi posti della classifica si collocano i Comuni della Bassa Padovana, l’ultimissimo dei quali, Barbona, arriva appena a 68 insediamenti produttivi.

«Sui redditi ha inciso la presenza della nostra zona industriale» dichiara il sindaco di Limena, Giuseppe Costa, «che ha saputo reggere la crisi economica». È una delle aree industriali più ampie della provincia padovana e i suoi residenti hanno dichiarato in media un reddito di 22.260,48 euro, mentre sono 35 coloro che dichiarano cifre oltre i 120 mila euro. Non sono poi tantissimi i super Paperoni. «I grandi imprenditori non abitano a Limena» prosegue Costa, «ma arrivano dalla città e dagli altri Comuni. Scelgono la nostra zona industriale per insediare le loro attività per le sue caratteristiche, prima di tutte la vicinanza a un casello autostradale e alla rete di tangenziali. Il nostro tessuto imprenditoriale locale è formato dai proprietari delle piccole e medie aziende artigianali, la maggior parte uscita indenne dalla crisi o migliorando addirittura i profitti, coprendo nicchie di mercato d’élite, riuscendo a intercettare i bisogni del mercato, rigenerandosi e riconvertendosi. Che è poi questa la forza dell’imprenditoria veneta. A Limena non mancano certo sacche di povertà» ammette il sindaco, «anche estrema, ma abbiamo notato come sia calato il numero di coloro che vengono assistiti dai nostri Servizi sociali. Lo leggo come un segnale di ripresa».

Chi intravvede segnali interessanti, come li definisce, è anche Maria Letizia Thiene, delegata Confindustria Padova Ovest-Colli, socia di Thiene Trasporti srl di Mestrino. «Segnali che vanno valutati con attenzione» commenta l’imprenditrice, «a cominciare dalla ripresa in atto, che gradualmente comincia a trasferirsi al reddito delle persone. Segnali che per divenire duraturi hanno però necessità di essere consolidati con interventi a lungo termine e strutturali; convivono poi con situazioni di squilibrio territoriale che devono incoraggiare un’azione di area vasta e programmi di sviluppo sempre più integrati. Vedo anche un segnale di fedeltà fiscale che fa onore ai cittadini. Non sorprende che i Comuni della cintura urbana siano tra quelli a reddito più alto» continua Thiene, «per la spiccata vocazione residenziale, il ruolo del turismo e delle attività economiche. Il nostro auspicio è un’azione determinata da parte delle amministrazioni e delle forze sociali per creare le migliori condizioni per lo sviluppo sotto il profilo fiscale e infrastrutturale». (cri.s.)