Il Consorzio Terme «Per vendere il brand servono i Comuni»

Il pungolo dei russi di V Hotels raccolto dagli albergatori «Vada al marketing l’imposta di soggiorno da 4 milioni»

ABANO TERME. La destinazione turistica di Abano e Montegrotto può essere venduta meglio. Gli albergatori si accodano alla proprietà russa, la “V Hotels”, titolare ad Abano degli hotel President e Excelsior. «Il brand di Abano è conosciuto all’estero, altrimenti i russi non sarebbero arrivati a comprare due alberghi, ma è chiaro in termini di promozione e marketing si può e deve fare di più», spiega Umberto Carraro, presidente del Consorzio Terme Euganee. «Condividiamo quindi con i russi l’idea che dobbiamo cercare di promuoverci meglio e a tale proposito invito la V Hotels a partecipare alla vita consortile e a portarci dei consigli».

Come migliorare? Umberto Carraro ha le idee chiare. «Le amministrazioni comunali devono partecipare alla promozione del brand», rileva. «Non possono essere solamente i soggetti privati, quindi gli albergatori, a finanziare progetti di sviluppo del marketing turistico. C’è un’imposta di soggiorno che pagano i turisti e che le amministrazioni introitano. Si parla, in totale, tra Abano e Montegrotto, di quasi 4 milioni di euro. I soldi quindi ci sono per la promozione, nonostante manchino ormai i finanziamenti regionali. Basta investirli e il contenitore adatto è l’Ogd Terme e Colli, soggetto nato da poco che ha come finalità prima proprio la promozione del territorio. Dentro ci sono tutti i Comuni del Bacino Termale Euganeo. Bisogna quindi riposizionare il prodotto e spostarlo, tutti assieme e non ognuno per i fatti proprio, dagli anni ’60-’70 al 2020. I Colli devono essere resi raggiungibili dai clienti e gli Iat devono ragionare in maniera comune».


Il presidente del Cte manda una frecciatina al territorio. «Non sono molto felice dell’arrivo di tutti questi investitori esteri. Vuol dire che i nostri imprenditori sono in sofferenza». Una spinta al rinnovamento arriva anche da Federalberghi Terme. «Negli ultimi anni non è stato fatto molto in termini di marketing», ammette il direttore Marco Gottardo. «Il prodotto negli ultimi 15 anni non è rimasto lo stesso e non è più solamente il fango. Fino a 15 anni fa i tedeschi arrivavano a flotte da noi e non c’era grandi necessità di promozione. Ora i tedeschi sono stati sostituiti dagli italiani e si nutre sempre più la necessità di creare una promozione per attirare nuovi target di mercato. Infine sono calate le disponibilità economiche. La Regione ha tagliato i fondi ai consorzi ed è sempre più fondamentale sfruttare l’imposta di soggiorno». La ricetta di Marco Gottardo è semplice. «Bisogna condividere il nuovo concetto di salute a 360 gradi. Non si può più vendere il prodotto fango come si faceva 30 anni fa».

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