Bancarotta e buchi Claudio alla sbarra per l’hotel Caesar

L’ex sindaco sarà processato per aver taroccato i conti ed aver fatto “sparire” centinaia di migliaia di euro 

MONTEGROTTO TERME. Nuovo appuntamento in tribunale per l’ex sindaco delle Terme Luca Claudio, stavolta non nella veste di “mister 10 per cento” ma come ex manager dell’hotel Caesar con sede a Montegrotto in via San Mauro 19, struttura chiusa in seguito al fallimento del 2008. Il 10 settembre l’ex legale rappresentante e amministratore unico (dall’11 gennaio 2006 al 14 dicembre 2008) della società Hotel Caesar Terme srl sarà processato per concorso in bancarotta fraudolenta con Maurizio Crea, 64enne palermitano con identico ruolo ricoperto tra il 30 gennaio 2002 e il 10 gennaio 2006. Secondo le accuse contestate dal pm Roberto D’Angelo, durante lo stato di insolvenza, i due avrebbero distratto 78 mila euro attraverso un’operazione di giroconto di 370 mila euro per il pagamento di clienti e fornitori, stornata con l’importo minore di 297 mila euro e indicata come “giroconto per registrazioni anno 2004 per errata imputazione”. Altri 50 mila euro sarebbe stati distratti attraverso un analogo giroconto della somma 300 mila euro, stornata con l’importo minore di 250 mila, bollata sempre come “rettifica per errata imputazione”; infine altri 37.480 e 226.936 sarebbero stati prelevati senza alcuna giustificazione. Entrambi dovranno rispondere di non aver chiesto il fallimento, pur in presenza di un azzeramento del patrimonio netto della società e di enormi perdite pari a 548.531 euro nel 2001, 391.105 nel 2004, 249.969 nel 2005, 568.629 nel 2006, 2.149.232 nel 2007. E, ancora, di bancarotta documentale per aver tenuto la contabilità in modo da rendere impossibile la ricostruzione del movimento affari, creando anche una riserva straordinaria nel patrimonio netto del bilancio con la voce “credito verso socio controllante” pari a 1.715.000 euro. Un credito mai incassato, utilizzato per azzerare sulla carta pesantissime perdite di esercizio: così, pur con un crescente debito di ben 5.830.000 euro mai saldato per mancanza di liquidità, l’attività era continuata. Infine con il concorso di Mauro Enrico Parretti, 47enne di Orvieto (alla testa di una società collegata a un’altra di diritto lussemburghese) i due sono imputati di aver distratto altri 254 mila euro tramite un giro di fatture per acquisti.

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