Cariparo, testa a testa fra Muraro e Moschetti

Due le candidature alla presidenza: è la prima volta nella storia dell’ente Finotti: «Persone validissime, il consiglio farà sicuramente la scelta giusta»

PADOVA. Ben due, come non era mai successo prima. E soltanto due, ossia il minimo pronosticato un paio di settimane fa. Le candidature alla presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo si fermano ai nomi annunciati alla vigilia.

Alla mezzanotte di mercoledì gli aspiranti alla successione di Antonio Finotti - che lascerà dopo tre mandati consecutivi per diventare presidente emerito, come previsto nello statuto appena modificato - sono quelli dell’ex rettore Gilberto Muraro e del tributarista Francesco Moschetti. Non ci sono state sorprese dell’ultim’ora e peraltro gli altri potenziali candidati si erano già defilati. Prima il segretario generale della Fondazione, Roberto Saro, aveva fatto sapere che l’ipotesi di un suo possibile passo verso la presidenza era destituita di ogni fondamento. Poi anche il professor Donato Nitti si è scansato, ammettendo di aver valutato la possibilità di candidarsi ma solo nel caso in cui Muraro non avesse dato la sua disponibilità. Insomma, alla fine i nomi sono due. E non sono pochi se si tiene conto che in passato il consiglio ha sempre disinnescato in partenza, con abile lavoro di diplomazia, le possibili competizioni. Tant’è che negli ultimi quindici anni Finotti si è trovato in corsa da solo.


E però ora lo stesso Finotti trova che non ci sia niente di anomalo in questa situazione. Ieri pomeriggio, a margine dell’ottava edizione di “Segnavie”, incontro con Sergio Romano all’auditorium dell’Orto Botanico, il presidente uscente ha liquidato con poche battute la sfida tra Gilberto Muraro e Francesco Moschetti. «Il regolamento prevede che possa andare così e noi lo stiamo applicando alla lettera», ha detto. «Non c’è nessuna stranezza, dunque. Semmai è un segno positivo che ci siano più nomi in lizza. Sono persone validissime, rispettabili». Finotti esclude che il consiglio possa spaccarsi sulla scelta del presidente. «Il mio ruolo mi impedisce di entrare nel merito della decisione, come è comprensibile, e non farò nessuna previsione. A me spetta il compito di dirigere i lavori, non ho potere di voto e sono convinto che il consiglio prenderà la decisione giusta, nell’interesse dell’ente, questa è l’unica cosa che posso dire».

Per la decisione bisognerà comunque aspettare la fine di aprile. La riunione del consiglio generale è fissata per il 26 aprile. In quell’occasione si voteranno anche il bilancio d’esercizio e il bilancio sociale 2017. Ma prima di allora, già nelle prossime settimane, il consiglio generale dovrà verificare l’ammissibilità delle due candidature ai sensi della legge e dello statuto, scorrendo con attenzione i curriculum. Da una parte ci sarà Gilberto Muraro, professore emerito di Scienza delle Finanze, ex rettore dell’Università di Padova, coordinatore dei Nuclei di Valutazione delle Università di Venezia, Bologna e Macerata e socio di varie accademie in Veneto ma soprattutto ex presidente della Cassa di Risparmio del Veneto, ruolo dal quale si è appena dimesso con la certezza che non ci sarà incompatibilità tra la recente carica in banca con la guida della Fondazione. Dall’altra c’è Francesco Moschetti, attuale consigliere generale della Fondazione, avvocato tributarista, ex professore ordinario di Diritto Tributario alla facoltà di Economia e Commercio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Padova, nonché già componente dei consigli di amministrazione di entrambi gli atenei.

Cristiano Cadoni

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