Ventenne si spegne a casa dopo due anni di calvario

Colpito da una rara forma di tumore alle ossa mentre stava finendo le superiori Inutili cure e interventi: è spirato tra le lacrime dei familiari e della fidanzata

SANTA GIUSTINA IN COLLE. Il male lo aveva colpito due anni e mezzo fa, quando ne aveva 17 e mezzo. Domenica sera Alberto Binotto, amorevolmente assistito dalla mamma Paola e dal papà Renzo, dai fratelli e dalla sua ragazza, è spirato nella sua casa di via Verdi. A strapparlo ai suoi affetti, a soli 20 anni, è stato un osteosarcoma, un raro tumore osseo difficile da diagnosticare, che non dà molte speranze. «In questi due anni e mezzo Alberto è stato pure operato e gli hanno impiantato una protesi», racconta papà Renzo, che insieme a tutta la famiglia sta affrontando il gravissimo lutto con tanta dignità e fede. «Purtroppo questo è l’epilogo finale di questa malattia il cui obiettivo è il polmone e poi uccide». Il primo anno e mezzo sembra che il giovane sia riuscito a portare avanti una vita discreta, terminando gli studi superiori all’istituto professionale Dieffe di Noventa Padovana.



Poi sono iniziati i ricoveri all’istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, le cure debilitanti. «L’osteosarcoma è una malattia terribile, che colpisce uno su centomila», spiega papà Binotto, «sono tante e di tutte le età le persone malate al Rizzoli, molti sono i bambini. Lì ci si può fare un’idea di cos’è il dolore». È lo stesso Istituto Rizzoli, sul proprio sito, a informare che nel Registro dei tumori maligni primitivi dell’osso degli Istituti Ortopedici Rizzoli l’età media dei pazienti inseriti è di 19 anni. E che «in Italia l'incidenza dei tumori primitivi dell'osso si attesta intorno a 0,8-1 casi per 100.000 abitanti. Si calcola quindi che vi siano circa 500 nuovi casi di questa tipologia di tumori per anno. Tra questi, la percentuale di osteosarcomi è attorno al 20-25 %».

Anche Alberto ha sopportato tanto dolore e fino all’ultimo istante ha avuto vicino la mamma, il papà, i fratelli Daniele e Francesco e la sua amata Silvia. «L’ultimo ricovero è stato all’ospedale di Cittadella», aggiunge il papà, «ma il 26 gennaio ce lo siamo riportati a casa». A casa, per percorrere insieme al loro ragazzo l’ultimo tratto di strada che il destino gli ha concesso. Per stargli vicino ogni momento. Domenica sera, appena informato della morte del giovane, a casa Binotto è arrivato don Claudio, il parroco, che ha portato alla famiglia il conforto religioso. Oggi alle 20, in chiesa, viene recitato il Rosario. Il funerale è stato già fissato per domani alle 15.30, sempre a Santa Giustina in Colle. Per volere della famiglia non fiori ma offerte per la parrocchia di Santa Giustina in Colle.

ha collaborato

Francesco Zuanon
 

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