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Quattro mesi valutare se il progetto di fusione è fattibile

CONSELVE. Quattro mesi per presentare lo studio di fattibilità sulla fusione tra Conselve, Cartura e Terrassa Padovana. Nei giorni scorsi l’incarico è stato affidato alla società Anci Sa per un...

CONSELVE. Quattro mesi per presentare lo studio di fattibilità sulla fusione tra Conselve, Cartura e Terrassa Padovana. Nei giorni scorsi l’incarico è stato affidato alla società Anci Sa per un importo di 11. 065, 57 euro che verrà suddiviso fra i tre Comuni in base alla popolazione e per il quale verrà presentata una richiesta di contributo alla Regione del Veneto. «I tre Comuni dopo il via libera dei rispettivi consigli comunali» ricorda Massimo Zanardo, presidente della commissione inter ...

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CONSELVE. Quattro mesi per presentare lo studio di fattibilità sulla fusione tra Conselve, Cartura e Terrassa Padovana. Nei giorni scorsi l’incarico è stato affidato alla società Anci Sa per un importo di 11. 065, 57 euro che verrà suddiviso fra i tre Comuni in base alla popolazione e per il quale verrà presentata una richiesta di contributo alla Regione del Veneto. «I tre Comuni dopo il via libera dei rispettivi consigli comunali» ricorda Massimo Zanardo, presidente della commissione intercomunale sulla fusione nonché vice sindaco di Cartura, «avevano approvato una convenzione con la quale incaricavano Conselve, comune capofila, a svolgere le attività per l’affidamento dello studio di fattibilità. Delle quattro ditte e studi professionali contattati hanno riposto in tre e, al termine dell’istruttoria, la migliore offerta qualità prezzo è risultata quella formulata da Anci Sa. Lo studio di fattibilità dovrà fornire oltre all’analisi dei dati storico culturali ed economici patrimoniali, anche alcune ipotesi di riorganizzazione degli enti locali e approfondire il rapporto tra questo potenziale nuove Ente e l’intero territorio del Conselvano. Verrà presa in esame anche l’organizzazione e la gestione degli incontri pubblici di presentazione e la fornitura di materiali didattici e documentali necessari. Questo incarico» aggiunge Zanardo, «prosegue l’impegno che le amministrazioni si sono prese con i cittadini, cioè approfondire una proposta che si ritiene possa portare reali benefici. Ovviamente sarà rispettata la volontà popolare, perciò se i cittadini di un Comune voteranno in maggioranza “no” al referendum in quel Comune la fusione non si farà». Parallelamente allo studio saranno organizzati anche gli incontri con le categorie economiche e le associazioni dei tre Comuni coinvolti. (n. s.)