Al Parco Rigoni Stern è quadruplicata l’area da bonificare

La superficie contaminata passa da 90 a 340 metri quadrati Il giardino rimane chiuso. Gobbo: «Caccia al responsabile»

ESTE. L’area inquinata quadruplica. Nuove grane per il Parco Rigoni Stern di via Martiri della Libertà, chiuso ormai da oltre un anno a causa della contaminazione da idrocarburi scoperta dal Comune a un metro di profondità: nelle scorse settimane una nuova campagna di monitoraggio ha scovato nuove aree contaminate, facendo aumentare i metri quadri da bonificare da 90 a 340. I lavori di bonifica sono iniziati il 29 gennaio e dovrebbero terminare il 14 marzo.

L’inquinamento del parco, che si trova a fianco della sede del Parco Colli, è stato scoperto nel corso dei lavori per la bonifica delle ex “Officine Gas” di via Rana Cà Mori: tra gli interventi previsti c’era anche l’effettuazione di un controllo al di fuori dell’area oggetto di bonifica. A settembre 2016 si sono quindi effettuati degli scavi nel Parco Rigoni Stern, grazie ai quali è emerso che in una superficie di circa 50 metri quadrati, ad una profondità di circa un metro, erano presenti materiali misti da demolizione (laterizi e conglomerato cementizio) e sabbie nere con scorie vetrose. Un successivo controllo dell’Arpav ha confermato la presenza di idrocarburi, in misura comunque non pericolosa per le residenze limitrofe. L’area è stata transennata e da allora il Parco è in larga parte inaccessibile. I nuovi guai sono arrivati con gli ulteriori sondaggi condotti dall’Arpav, che hanno fatto riscontrare – a macchia di leopardo – altri spazi inquinati: il perimetro da bonificare si è allargato di altri 250 metri quadrati.


Si legge in una determina comunale, confermata dall’assessore all’Ambiente Sergio Gobbo: «La caratteristica della contaminazione poco profonda fa presumere che l’inquinamento del terreno circostante non sia un evento repentino, quanto piuttosto un fenomeno generato da un inquinamento di natura storica che si è manifestato con deposito e stesa di terreno contaminato, rendendo difficile il poter risalire all’evento che ha determinato l’inquinamento nell’area comunale adibita a verde pubblico». Colpa o non colpa, l’area va bonificata per legge: il Comune dovrà spenderci almeno 70 mila euro. I lavori sono stati affidati all’impresa Marini Ermenegildo di Sarmeola di Rubano, che dovrebbe chiudere il cantiere entro metà marzo.

La tecnica sarà quella della “bonifica off-site”, che prevede la rimozione dei materiali e del suolo inquinato fuori dal sito stesso, per avviarli negli impianti di trattamento o in discarica. «Abbiamo attivato anche la procedura per individuare il colpevole dell’inquinamento» aggiunge l’assessore Gobbo, «in modo da poter scaricare la spesa sul responsabile. Non è giusto che a pagare sia la collettività. Non sarà un percorso semplice, ma era doveroso metterlo in atto». Il Parco è oggi inaccessibile: l’area di cantiere è sotto la responsabilità della ditta che sta lavorando.

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