Interessi extra per 18 anni Hotel risarcito dalla banca

Albergatore di Abano costretto a pagare tassi oltre la soglia dell’usura Monte dei Paschi condannato a rimborsargli 158 mila euro più le spese legali

ABANO TERME. Monte dei Paschi di Siena (ex Antonveneta) dovrà pagare ben 157.945,88 euro, oltre agli interessi legali, a un albergatore di Abano Terme cliente da quasi vent’anni. E dovrà saldare anche le spese processuali per oltre 14 mila euro. Il motivo? Dal luglio 1996, data di apertura del rapporto di conto corrente, al maggio 2014, data di chiusura, l’istituto di credito aveva applicato interessi anatocistici (interessi sugli interessi vietati dall’articolo 1283 del codice civile), oltre a commissioni non dovute o non lecitamente pattuite, in particolare la commissione massimo scoperto. Il risultato? Il superamento del tasso soglia di usura con un danno per il cliente che si era ritrovato a sborsare una valanga di soldi. Soldi che, in realtà, non spettavano alla banca. La sentenza è stata firmata dal giudice di Padova, Giovanni Giuseppe Amenduni, al quale si era rivolto l’albergatore di Abano tutelato dall’avvocato Alessandro Stievanin e affiancato dalla consulente Raffaella Zanellato di Confedercontribuenti. «L’istituto di credito ha applicato un tasso effettivo che ha generato il superamento della soglia usura nel terzo trimestre del 2004, nel quarto trimestre 2006 e 2007, nel terzo e quarto trimestre 2009, nonché nel primo trimestre 2014. Il consulente tecnico d’ufficio (nominato dal giudice) ha provveduto a ricalcolare gli interessi a debito, a eliminare altre spese addebitate perché prive di previsione contrattuale...» si legge nella pronuncia. E ancora, quanto al tasso d’interesse, «si deve concludere che, nel rapporto in questione, il tasso d’interesse debitore non è stato validamente pattuito per iscritto... Pertanto deve trovare ingresso la soluzione indicata dal consulente che ricalcola il nuovo saldo del conto corrente alla data dell’1 maggio 2014 in 157.945,88 euro». E aggiunge il giudice: «In conclusione la domanda va accolta con conseguente condanna della banca al pagamento».

Soddisfatto Alfredo Belluco, presidente veneto e vicepresidente nazionale di Confedercontribuenti: «In Italia ci sono 350 miliardi di euro di debiti incagliati nei confronti delle banche detti anche Npl. Nel 70-80% dei casi possono essere contestati. Anzi, si può arrivare a rovesciarli da debito a credito a favore del cliente, come in questo caso, perché provocati da illeciti commessi dalle banche nel corso del rapporto di conto corrente. Ma ci sono pure milioni di mutui contestabili specialmente nella fascia dal 2003 al 2011». Un consiglio a tutti? «Mai pagare se prima non si è verificato il presunto debito. Noi di Confedercontribuenti (che ha sede a Casalserugo, numero verde 800.814603) siamo sempre a disposizione» conferma.


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