I fanghi di Abano sono i migliori al mondo

Per qualità terapeutiche e antinfiammatorie non hanno eguali: lo certifica l’università di Padova

ABANO TERME. Le proprietà dei fanghi termali di Abano sono uniche al mondo, lo dice la scienza. E lo ha recentemente dimostrato un’indagine scientifica dell’università di Padova, portata avanti dal gruppo di ricerca guidato da Nicoletta La Rocca (dipartimento di Biologia): «Lo studio», spiega, «è iniziato oltre un anno fa, e sta dando i risultati sperati. Abbiamo analizzato la microflora presente nei fanghi durante un lungo processo, dall’argilla vergine al fango maturo, e sembra che i microorganismi presenti all’interno siano unici al mondo. Proprio dalla presenza di questi microorganismi derivano particolari qualità terapeutiche e antinfiammatorie».

Proprietà, quindi, che non possiede nessun altro fango termale oltre a quello aponense. In particolare, tra i microorganismi più importanti, ci sono i cianobatteri, di cui fa parte anche la ben nota Spirulina. Questi organismi, la cui comparsa sulla terra risale a 3,5 miliardi di anni fa, sono i primi ad aver sviluppato l’ossigeno, cambiando totalmente l’atmosfera del nostro pianeta. Proprio per questo motivo sono riconosciuti per la capacità di produrre, a seconda delle specie, molecole potenzialmente tossiche o molecole ad alto valore aggiunto che possono essere sfruttate a scopo terapeutico: antiossidante, antiinfiammatorio e immunostimolante.

Una loro identificazione e quantificazione univoca nelle fasi di maturazione del fango e nel prodotto finale appariva quindi fondamentale. «Il fango», spiega Fabrizio Caldara, direttore del Centro studi Pietro D’Abano, «nasce come argilla naturale e poi va fatto “maturare”. Questo processo dura circa due mesi, ed è necessario per ottimizzarne le caratteristiche terapeutiche. Durante quest’arco di tempo il fango cambia caratteristiche chimico-fisiche e sviluppa una complessa comunità di microrganismi, tra cui proprio i cianobatteri».

La scoperta è frutto di una lunga collaborazione tra Centro studi Termali e Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, che ha portato negli anni alla conoscenza approfondita della componente biologica che colonizza i fanghi e le sorgenti termali euganee. Ora questa collaborazione è stata sancita anche da una partnership, ufficializzata ieri all’Orto Botanico, che avrà un duplice scopo: da un lato la divulgazione, da parte dell’Orto Botanico, delle conoscenze sui cianobatteri; dall’altra la promozione reciproca, proprio sulla base di una comune ricerca scientifica, del territorio euganeo e dell’istituzione universitaria.

 

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