Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Padova fa il pieno a Roma: 102 milioni

Tram, periferie e adesso lo sblocco dell’avanzo di bilancio. Il sindaco Sergio Giordani: «Siamo la città più finanziata d’Italia»

PADOVA. La città più finanziata d’Italia. Tra i primati di Padova se ne può aggiungere un altro: basta guardare la cascata di soldi in arrivo da Roma per le opere pubbliche. Con i 26 milioni di euro annunciati ieri dalla coppia Giordani-Lorenzoni il conto sale rapidamente oltre i 100 milioni di euro raccolti in meno di un anno. E che adesso andranno spesi il prima possibile. Un conto che può anche essere incrementato se aggiungiamo anche il canale veneziano per la sanità: 53 milioni per la t ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

PADOVA. La città più finanziata d’Italia. Tra i primati di Padova se ne può aggiungere un altro: basta guardare la cascata di soldi in arrivo da Roma per le opere pubbliche. Con i 26 milioni di euro annunciati ieri dalla coppia Giordani-Lorenzoni il conto sale rapidamente oltre i 100 milioni di euro raccolti in meno di un anno. E che adesso andranno spesi il prima possibile. Un conto che può anche essere incrementato se aggiungiamo anche il canale veneziano per la sanità: 53 milioni per la torre da otto piani della nuova Pediatria, e altri 100 milioni già nel bilancio regionale per il nuovo ospedale.

Cascata di denaro. «Siamo simpatici», scherza il primo cittadino. «E abbiamo una visione», aggiunge il vice. Poi il discorso si fa più serio: «I risultati arrivano perché c’è una rete di relazioni che funziona, a Padova e fuori Padova. Su cui in passato forse non si era investito abbastanza», spiega Arturo Lorenzoni. «È cambiato il clima – osserva Giordani – È cambiata la motivazione e la voglia di fare. C’è una grande disponibilità in città a collaborare per il bene di Padova, sia a livello istituzionale che tra i dipendenti comunali, che sono collaboratori di grande qualità. È bastato valorizzarli e renderli partecipi di un grande progetto di cambiamento per la città». Pur nel clima di understatement imposto da Giordani a Palazzo Moroni non può non essere colto il riferimento a chi c’era prima di lui: con l’amministrazione Bitonci, infatti, la tensione in municipio si tagliava con il coltello, influenzando così negativamente la produttività dei dipendenti. Per “sbloccare” il patto di stabilità e liberare 26 milioni di euro è stato necessario organizzare, dopo il “suggerimento” arrivato dall’ex sindaco reggente Ivo Rossi, un gruppo di lavoro inter-settoriale che ha coinvolto quasi tutti i dirigenti di Palazzo Moroni che hanno esaminato opera dopo opera il lungo elenco presentato a Roma: in totale 61 interventi già inseriti nel piano delle opere pubbliche per il 2018, ma finanziate con le alienazioni che sono quasi impossibili da realizzare.

Rivoluzione dirigenti. «C’è una qualità dei nostri collaboratori che va preservata e valorizzata», spiega Giordani che coglie l’occasione per un nuovo annuncio: «Ci sarà una ristrutturazione generale della macchina comunale che verrà realizzata entro giugno». In pratica rispetto al modello elaborato da Bitonci saranno eliminate le aree con i relativi capi e si tornerà ai vecchi settori. Anche se sarà necessario un profondo processo di rinnovamento generazionale: molti dei più esperti dirigenti infatti sono appena andati in pensione o ci andranno nei prossimi mesi.

Ora i bandi europei. Prossima tappa: Bruxelles. La “fame” di finanziamenti non si è esaurita con l’ultima tranche statale. Ora si guarda all’Europa: «Stiamo predisponendo la partecipazione a tre bandi europei da alcuni milioni ciascuno – rivela Arturo Lorenzoni – Le opportunità ci sono. Bisogna saperle individuare e cogliere». Certo, il timore è anche quello che dal 4 marzo a Roma possa esserci un governo meno “amico”. Ma Giordani taglia corto: «Io sono amico di tutti quando si tratta di fare il bene di Padova – assicura – Su qualsiasi premier saremo in pressing per avere benefici per la città».

Gli altri comuni finanziati. Il via libera allo sblocco delle risorse ferme per il patto di stabilità ha riguardato non solo Padova ma anche altri comuni della provincia, con cifre ovviamente molto minori: Abano potrà utilizzare 488 mila euro, Agna 100 mila, Arzergrande 40 mila, Battaglia 100 mila, Brugine 146 mila, Carmignano 229 mila, Cervarese 450 mila, Curtarolo 68 mila, Gazzo 150 mila, Grantorto 138 mila, Legnaro 552 mila, Loreggia 40 mila, Megliadino San Fidenzio 100 mila, Mestrino 440 mila, Piazzola 500 mila, Polverara 60 mila, San Giorgio delle Pertiche 70 mila, San Pietro in Gu 99 mila, Selvazzano 700 mila, Teolo 296 mila, Tribano 320 mila, Veggiano 130 mila, Vigonza un milione e 146 mila, e Villa Estense 490 mila.