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I sindaci si presentano ma il commissario non c’è

Quasi una nuova beffa nella tormentata vicenda del buco nei conti dei rifiuti il liquidatore del Consorzio Padova 4 convoca l’assemblea e poi si dimette

CONSELVE. Il commissario che aveva convocato l’assemblea non c’è. Il motivo? Si è dimesso qualche ora prima. Colpo di scena, l’ennesimo, ieri pomeriggio in municipio dove solo qualche giorno fa era stata convocata da Paolo Campaci, commissario liquidatore dei Consorzi Padova 3 e 4, l’assemblea dei sindaci dei Comuni di Agna, Anguillara, Arre, Arzergrande, Bagnoli, Bovolenta, Brugine, Candiana, Cartura, Codevigo, Conselve, Correzzola, Due Carrare, Legnaro, Maserà, Piove di Sacco, Polverara, P ...

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CONSELVE. Il commissario che aveva convocato l’assemblea non c’è. Il motivo? Si è dimesso qualche ora prima. Colpo di scena, l’ennesimo, ieri pomeriggio in municipio dove solo qualche giorno fa era stata convocata da Paolo Campaci, commissario liquidatore dei Consorzi Padova 3 e 4, l’assemblea dei sindaci dei Comuni di Agna, Anguillara, Arre, Arzergrande, Bagnoli, Bovolenta, Brugine, Candiana, Cartura, Codevigo, Conselve, Correzzola, Due Carrare, Legnaro, Maserà, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, San Pietro Viminario, Sant’Angelo e Terrassa Padovana. «Gli argomenti oggetto di discussione» scriveva proprio il commissario nella convocazione «verteranno sulla gravissima situazione finanziaria del Consorzio e sulle conseguenti decisioni potenzialmente impattanti sui bilanci comunali e sul piano di liquidazione».

La questione è nota. Per potere definitivamente liquidare i vecchi Bacini è necessario prima saldare i debiti. In ballo ci sono poco più di 100 mila euro che, quota parte, dovrebbe però essere saldati direttamente dai Comuni. Si annunciava quindi una seduta infuocata e invece si è risolta in un nulla di fatto. Nessuno, a quanto pare, era stato avvisato da Venezia degli ultimi sviluppi. Arrivati puntuali e seduti al tavolo, i sindaci si sono trovati a fare i conti con il convitato di pietra. Il commissario Campaci era stato nominato, con delibera della Giunta regionale, alla fine dello scorso settembre e le sue funzioni sono poi state prorogate sino al prossimo giugno. Ha convocato l’assemblea nel pieno delle proprie funzioni, per poi inviare direttamente al presidente Zaia le proprie irrevocabili dimissioni. Un passo indietro che ha del clamoroso, sintomatico di una vicenda che è ben lontana dal vedere la luce al termine del tunnel.

Alla fine è sbucata anche la lettera con le motivazioni, protocollata in Regione martedì scorso. «Le dimissioni» spiega Campaci a Zaia e all’assessore all’Ambiente Bottacin «sono motivate dal fatto che la situazione amministrativa rilevata nei due Consorzi, in particolare nel Consorzio di Bacino Padova 3, necessitano di competenze giuridiche specifiche per addivenire alla loro risoluzione. Lo scrivente non possiede le competenze richieste e, pur avvalendosi delle strutture regionali competenti, non sarebbe in grado di portare a termine l’incarico ricevuto». Per venirne a capo, insomma, servirà insomma qualcuno ancora più specializzato sul tema. I sindaci, all’unanimità, hanno già interpellato la Regione, chiedendo che sia nominato immediatamente un nuovo commissario. Immediatamente significa nel giro di qualche giorno. L’ultima volta c’è voluto quasi un anno.

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