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Rifiuti, il conto sta per arrivare ai Comuni

Il commissario convoca i sindaci per la liquidazione del vecchio Bacino Padova 4: «Debiti da saldare con i bilanci comunali»

PIOVE DI SACCO. Alla fine il conto arriva. Inizia ad arrivare. Nei giorni scorsi ai sindaci dei Comuni che facevano parte del Bacino obbligatorio per i rifiuti Padova 4, in liquidazione da quando con il Padova 3 (Bassa padovana) è stata data vita al Consorzio Padova Sud (non obbligatorio), è arrivata la convocazione per l’assemblea firmata dal commissario nominato dalla Regione, Paolo Campaci. La seduta chiama i sindaci di Agna, Anguillara, Arre, Arzergrande, Bagnoli, Bovolenta, Brugine, Can ...

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PIOVE DI SACCO. Alla fine il conto arriva. Inizia ad arrivare. Nei giorni scorsi ai sindaci dei Comuni che facevano parte del Bacino obbligatorio per i rifiuti Padova 4, in liquidazione da quando con il Padova 3 (Bassa padovana) è stata data vita al Consorzio Padova Sud (non obbligatorio), è arrivata la convocazione per l’assemblea firmata dal commissario nominato dalla Regione, Paolo Campaci. La seduta chiama i sindaci di Agna, Anguillara, Arre, Arzergrande, Bagnoli, Bovolenta, Brugine, Candiana, Cartura, Codevigo, Conselve, Correzzola, Due Carrare, Legnaro, Maserà, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, San Pietro Viminario, Sant’Angelo e Terrassa Padovana: appuntamento nel municipio di Conselve domani alle 17. «Gli argomenti oggetto di discussione» scrive il commissario, «verteranno sulla gravissima situazione finanziaria del Consorzio e sulle conseguenti decisioni potenzialmente impattanti sui bilanci comunali e sul piano di liquidazione». La situazione si prospetta intricata, tant’è che Campaci invita i sindaci a presentarsi con i rispettivi segretari comunali.

«Questa assemblea è importante» sottolinea Lucia Pizzo, vicesindaco di Piove e presidente del Consiglio di bacino (l’ente obbligatorio che dovrebbe sostituirsi al Consorzio Padova Sud), «perché è il primo passo ufficiale per mettere ordine ai pasticci del passato. Il Bacino Padova 4, come il 3, è stato tenuto in vita dal 2012 in attesa dell’operatività del Consiglio di bacino. Si è continuato a occupare un ufficio e pagare una dipendente perché l’ex presidente e poi commissario Stefano Chinaglia non ha concretizzato la liquidazione per l’opposizione di alcuni sindaci. C’era un accordo con il Padova Sud in base al quale questo doveva pagare 0,45 euro per abitante a fronte dei 2,10 euro che riceve di royalties nelle bollette dei rifiuti, per il mantenimento di questa struttura, coprendo a fine anno l’eventuale differenza per chiudere il bilancio in pareggio. Il Padova Sud, tuttavia, ha versato solo in parte questi soldi e il Padova 4 ha accumulato debiti».

Oggi, per poterlo liquidare, è necessario che quei debiti siano saldati. E i primi candidati a farlo sono i Comuni. Pagando di nuovo soldi già chiesti negli anni ai cittadini. La somma in questione non è altissima, qualcosa sopra i 100 mila euro. Ma è il meccanismo che sottende all’iniziativa del commissario Campaci che dovrebbe impensierire i sindaci. Perché dimostra che i debiti dei Consorzi, alla fine, ricadono sui bilanci comunali, come del resto già la Corte dei conti ha avuto modo di far presente ai primi cittadini del Consorzio Padova Sud. Consorzio che, al momento, è solo una scatola piena di debiti e nulla più. L’unica entrata, a fronte di zero attività, è quella delle citate royalties, circa mezzo milione l’anno. Soldi che dovrebbero essere destinati al funzionamento del nuovo Consiglio di bacino (unico previsto per legge) il cui funzionamento viene tenuto al palo dall’ostinata determinazione con cui i sindaci - con pochissime eccezioni - mantengono in vita il Padova Sud. Il motivo? Sanno che se chiude quest’ultimo, il suo debito di svariati milioni casca sui Comuni. Invece finché vive, si tiene stretta la concessione sul servizio rifiuti, quella che garantisce a Sesa, sua principale creditrice, incassi per oltre 20 milioni l’anno e la possibilità, dati gli ampi margini di guadagno, di scalare quel debito che, va ricordato, deriva dal folle accollo dei debiti di Padova Tre srl, poi fallita. E così pagano ancora i cittadini.