Acqua termale per riscaldare il municipio

Mortandello presenta un progetto pilota e scrive ai Comuni contermini: «Lavoriamo insieme»

MONTEGROTTO TERME. «Vista la disponibilità degli albergatori a collaborare al progetto sul teleriscaldamento, siamo pronti da subito a convocare un tavolo di concertazione ristretto, con il quale arrivare a siglare entro il mese di maggio un patto di ferro per lo sfruttamento dell’acqua termale per riscaldare gli edifici della città». A dirlo è il sindaco di Montegrotto Riccardo Mortandello. Lunedì sera all’Hotel Petrarca l’amministrazione comunale sampietrina ha presentato alla cittadinanza gli studi elaborati dai docenti universitari Alberto Guglielmi e Michele De Carli. Studi dai quali partirà un progetto pilota di riscaldamento del municipio di piazza Roma e degli edifici circostanti attraverso lo sfruttamento delle acque termali reflue di scarico. «Con il patto che abbiamo intenzione di siglare con gli albergatori chiederemo ai nostri imprenditori, dato che sono loro a sfruttare l’acqua termale, di impegnarsi a condurre nel migliore dei modi le proprie aziende, in modo tale da dare continuità al servizio e ai progetti», spiega il primo cittadino di Montegrotto. «Ma il cambio di passo sarà chiedere alle categorie economiche, Federalberghi, Confindustria, ma anche Ascom, Confesercenti e Upa, di entrare nella società che sarà il contenitore nel quale saranno sviluppati i progetti sul teleriscaldamento. Abbiamo detto che un progetto globale costa tanti soldi, anche milioni di euro, ma che ci sono finanziamenti europei ai quali possiamo accedere. Accedervi tutti assieme, quindi a braccetto, per esempio con gli albergatori, aumenterebbe le possibilità di ottenere dei soldi e la quantità di soldi. Quindi agli albergatori non stiamo chiedendo un contributo diretto». In cambio cosa andrebbe agli imprenditori alberghieri? «Uno sgravio fiscale, per esempio riducendo al minimo la tassa sulle acque reflue, che per legge purtroppo non possiamo cancellare».

Nel 2018 sono previste entrate per 124 mila euro. Acque reflue per le quali gli hotel che scaricano nei fossi comunali pagano 0,035 euro al metro cubo d’acqua, 0, 020 euro al metro cubo d’acqua le strutture che scaricano nei fossi del Consorzio Bacchiglione. Si prospetta quindi un ipotetico risparmio da quasi 100 mila euro totali per gli albergatori. Ma non finisce qui. «In questi giorni», rivela il sindaco, « scriverò ai Comuni contermini, che attingono alla risorsa dell’acqua termale, quindi Abano, Battaglia, Galzignano, Teolo e Torreglia. Chiederò loro di partecipare tutti assieme allo sviluppo degli studi che allegherò alle lettere. Tutti assieme possiamo riuscire nell’impresa, facendo diventare la nostra zona una sorta di fiore all’occhiello della Pianura Padana, dalla dicitura green, a zero emissioni di Co2». «Faccio infine presente», conclude Mortandello, «che i professori universitari hanno acquisito dall’ufficio Tecnico le schede degli edifici attorno al Comune e che stanno studiando su quali andare ad investire nel progetto. Quindi non ci siamo fermati alla presentazione egli studi alla città». (f. fr.)


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